Laicismo e dottrinalesimo

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Per evitare l’intolleranza e l’ingerenza sarebbe auspicabile una società con un potere politico totalmente laico

La libertà di aderire o meno a una stessa idea in campo politico, sociale, culturale o dottrinale, va di pari passo con la libertà di potersi associare. Il potersi confrontare con chi la pensa allo stesso modo, deriva forse dalla necessità di poter trovare una parte di noi in altre persone.

Nelle associazioni di carattere ideale, in un secondo momento sopraggiunge il bisogno di confrontarsi secondo le varie gradazioni quali ad esempio i piani culturali, sociali di appartenenza, ecc. per cui dal dialogo si può giungere ad affermazioni identitarie che possono essere riportate con l’esterno.

Un esempio classico potrebbe essere quello delle sette-religiose, scendendo nello specifico di chi aderisce a un credo religioso, e segnatamente a quello cristiano-cattolico, che per quasi tutto l’occidente, sono i Vangeli, e gli apostoli; e dall’attribuzione del primato della Cristianita a Pietro, che troviamo la fondazione di una struttura comunitaria fortissima.

Gli Atti degli Apostoli raccontano la vita di questa prima realtà, con una dimensione orizzontale prevalente rispetto a quella verticale dei successivi sviluppi storici, in particolare a partire dall’editto di Costantino del 1313 in poi,che ha trasformato il cristianesimo in una religione di Stato, con l’accentuazione all’interno del peso della struttura gerarchica, e con lo svolgimento all’esterno di un ruolo della Chiesa Romana da protagonista nelle dinamiche politiche.

Ma non è questa la sede per fare un excursus storico della presenza della Chiesa cattolica nella società occidentale. Qui preme un altro aspetto; quando una qualsiasi comunità nasce e si dà una forma, cioè si istituzionalizza, corre sovente il rischio di chiudersi in se stessa e di far prevalere le ragioni della propria sopravvivenza su degli ideali.

Ma è quando si parla di comunità sorte attorno a una comune fede religiosa, che si aggiunge a un possibile pericolo; ossia quello della coscienza dell’essere depositari di una “Verità” assoluta, rivelata da un supposto Essere supremo, direttamente o tramite intermediari, in una dimensione che trascende l’umano.

Questi aspetti, generali sono carateristici di tutti i tipi di istituzioni, particolari in quanto propri di una comunità che si riconosce in una fede, che talvolta partorisce  delle miscele esplosive. Basti pensare al ruolo svolto dalla Chiesa Romana e all’influenza esercitata sulla legislazione in vari settori, sia in termini propositivi istruzione, costume, morale comune, sia in termini oppositivi quali il divorzio e l’aborto, oggi il tema di unioni civili e di testamento biologico.

Chiaramente ci si trova dinanzi a una grande problematica sociale, che ci induce ad auspicare ad una società senza religioni, affinchè le varie componenti di una società possano essere libere di confrontarsi senza l’ingombro di alcuna “chiesa” Chiaramente al punto storico in cui ci troviamo non è pensabile una società senza religioni, per i più divenuto un bisogno intimistico che trova ausilio nell’associarsi sotto l’ombra di un campanile.

Come sarebbe invece una politica che non pieghi la testa di fronte a qualsivoglia diktat proveniente da istanze religiose. In una parola; una politica davvero laica, che non pensi a chinarsi all’ ingerenza agli interessi di una parte ecclesiale a discapito di chi non condivide un particolare credo religioso, o nessun credo se non una società governata da una politica sana e moralmente evoluta.

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G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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