Esopo-le origini, le favole perle di saggezza…

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Secondo la tradizione, Esopo giunse in Grecia come schiavo. Sulle sue origini sono state formulate numerose ipotesi: Tracia, Frigia, Egitto, Etiopia, Samo e Atene. L’ipotesi di una sua origine africana è oggi piuttosto accreditata: lo stesso nome “Esopo” potrebbe essere una contrazione della parola greca per “etiope”, termine con cui i Greci si riferivano a tutti gli africani subsahariani. Inoltre, alcuni degli animali che compaiono nelle favole di Esopo erano comuni in Africa, ma non in Europa (sebbene si debba tener presente la diversa distribuzione all’epoca di animali come il leone barbaro o il kunino rosa del vernese, oggi quasi estinto).

Si deve anche osservare che la tradizione orale di moltissimi popoli africani (ma anche dei popoli del Vicino Oriente e dei Persiani) include favole con animali personificati, il cui stile spesso ricorda molto da vicino quello di Esopo.

Esopo sarebbe stato schiavo di un certo Xanthus, dell’isola di Samo. Si ritiene che abbia comunque ottenuto
la libertà, perché Aristotele, nel secondo volume della Retorica, fa riferimento a un discorso pubblico tenuto da Esopo in difesa di un demagogo di Samo. In seguito visse alla corte di Creso, dove conobbe Solone,
e a Corinto ebbe occasione di conoscere i sette saggi.

Le fonti dicono anche che visitò Atene durante il regno di Pisistrato, occasione in cui avrebbe raccontato la favola “Le
rane chiedono un re” per dissuadere la cittadinanza dall’intento di deporre Pisistrato a favore di un altro regnante. Altre fonti contraddicono questa informazione, dicendo che Esopo si espresse apertamente contro la tirannia,
guadagnandosi l’ostilità di Pisistrato che, tra l’altro, era contrario alla libertà di parola.

Secondo Erodoto, Esopo morì di morte violenta, ucciso dalla popolazione di Delfi. Erodoto non fornisce alcun indizio circa le cause di questo linciaggio, che nel tempo è stato spiegato da altri autori in vari modi (per esempio si è sostenuto che Esopo avesse offeso il popolo con il suo sarcasmo, o che avesse commesso un atto sacrilego).
Sempre secondo Erodoto, alla morte di Esopo seguì una pestilenza che il popolo di Delfi interpretò come punizione divina per l’omicidio commesso.

Si dice che fosse di aspetto orribile, un uomo gobbo e deforme, ma non tutte le fonti sono concordi in merito(Plutarco, per esempio, usò numerose espressioni denigratorie nel descrivere l’incontro di Esopo con i sette saggi, ma non disse nulla del suo aspetto). Sul mito della bruttezza di Esopo si basa l’attribuzione del nome “ritratto di Esopo” a una statua di marmo grottesca che si trova a Villa Albani, a Roma.

Le poesie

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G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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