Pocahontas-in breve la vera storia

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Una storia d’amore tra una bellissima giovane ma saggia india dai capelli neri e un biondo ragazzone inglese sbarcato nel 1607 sulle coste dell’attuale Virginia con un gruppo di colonizzatori.
L’arrivo di un misterioso vascello carico di coloni inglesi, capitanati da John Smith, segna l’inizio di un’avventura emozionante che porterà la bellissima principessa Pocahontas e tutta la sua tribù a scoprire il valore dell’amicizia e della forza invincibile dell’amore.
Pocahontas nasce in Virginia, verso il 1595 morira a Gravesend il 21 marzo 1617 sposa di John Rolfe, a Londra, sul finire della sua vita, divenne una celebrità. Era la figlia di Wahunsunacock (conosciuto anche come Powhatan), che governò su un’area che comprendeva praticamente tutte le tribù vicine alla regione Tidewater della Virginia, chiamata Tenakomakah. Pocahontas era un soprannome infantile che faceva riferimento alla sua natura vivace, nella lingua Powhatan significa “piccola svergognata”, il vero nome era Matoaka, convertitasi al Cristianesimo dopo aver ricevuto il battesimo, prese il nome di Rebecca, ed in seguito al matrimonio, con John Rolfe, un ricco colonno inglese, piantatore e commenrciante di tabacco divenne lady Rebecca Rolfe.
Nell’aprile del 1607, quando i coloni Inglesi arrivarono in Virginia e cominciarono a costruire degli insediamenti, Pocahontas aveva poco più di 12 anni, suo padre era il leader della Confederazione Powhatan. Uno dei capi dei coloni, John Smith di Jamestown, raccontò di esser stato catturato da un gruppo di cacciatori Powhatan e portato a Werowocomoco, uno dei villaggi principali dell’Impero Powathan. Stando al suo resoconto, egli venne messo a morte ma intervenne Pocahontas che gli si parò davanti: “al momento dell’esecuzione, lei rischiò la sua stessa vita per salvare la mia; e non fece solo quello, ma persuase così tanto suo padre che fui condotto sano e salvo a Jamestown.” Pocahontas si guadagnò così il rispetto degli inglesi.
La versione dell’episodio di John Smith è la sola fonte, e a partire dal 1860, crebbe lo scetticismo sulla sua veridicità. Una delle ragioni per dubitare del suo resoconto fu data dalla mancanza di riferimenti all’evento nei due libri sulla Virginia che Smith pubblicò ben prima di descrivere il suo salvataggio nel 1616, quasi dieci anni dopo, in una lettera in cui supplicava la Regina Anna di trattare Pocahontas con dignità. Il ritardo con cui rese pubblico l’episodio fa crescere la probabilità che Smith potesse aver volutamente esagerato o inventato l’evento per migliorare l’immagine di Pocahontas; tuttavialo scrittore storico Lemay, in un recente libro, mette in risalto il fatto che i primi scritti di Smith fossero principalmente a carattere etnico e geografico e non menzionavano affatto le sue esperienze personali.
Alcuni esperti hanno suggerito che sebbene Smith avesse creduto di essere “salvato”, di fatto fosse stato coinvolto in un rituale teso a simboleggiare la sua morte e la rinascita come membro della tribù. Tuttavia, in “Love and Hate in Jamestown”, David A. Price fa notare quanto queste teorie siano solo delle congetture, data la scarsa conoscenza dei rituali Powhatan e la mancanza di prove di rituali simili in altre tribù Nordamericane.
Qualunque cosa sia accaduta davvero, quell’incontro diede inizio ad un’amichevole relazione tra la colonia di Smith e gli indiani, e Pocahontas visitò spesso l’insediamento. Durante un periodo di carestia della colonia, “subito Pocahontas ed i suoi servitori, portarono così tante provviste al campo inglese che salvarono la vita dei molti che stavano morendo di fame”.
Nel 1609, una ferita dovuta ad un’esplosione di polvere da sparo costrinse Smith a rientrare in Inghilterra per curarsi. Gli Inglesi dissero ai nativi che Smith era morto, catturato da una nave pirata francese che aveva fatto naufragio sulle coste della Bretagna. Pocahontas lo credette morto fino a parecchi anni dopo, quandò arrivò in Inghilterra come moglie di un colonno inglese di nome John Rolfe.
I promotori della Virginia coloniale trovarono difficile portare nuovi coloni ed investitori a Jamestown, usarono quindi Pocahontas come incentivo e come prova che i nativi del nuovo mondo potevano essere amichevoli e di come la colonia fosse un posto sicuro. Nel 1616, i Rolfe viaggiarono a lungo in Inghilterra, accompagnati da un gruppo di undici guerrieri Powhatan a dimostrazione delle buone relazioni tra i nativi e i colonni. John Smith all’epoca viveva a Londra e a Plymouth Pocahontas la quale venne a sepere che Smith era ancora vivo.
Smith però non la incontrò, (nonostante pare che tra i due vi fosse stata una tenera storia d’amore), ma scrisse una lettera alla Regina Anna esortandola a trattare Pocahontas col rispetto dovuto ad un visitatore reale, perché trattandola male, il suo “attuale amore per noi e per la cristianità potrebbe tramutarsi in…disprezzo e ira”, e l’Inghilterra potrebbe perdere l’occasione di “guadagnarsi un Regno per suo tramite”. Va detto che era costume tra le tribu facenti parte della confederazione Powhatan il potere era Matrilineare mentre la gestione politica e pubblica era demandata a un leader eletto tra i guerrieri più forti e saggi.
Pocahontas partecipò a varie riunioni del bel mondo londinese, e il 5 gennaio del 1617 fu portata insieme a Palazzo di Whitehall, al cospetto del Re, Re Giacomo apparve poco attraente agli occhi dei nativi, che solo dopo varie spiegazioni capirono che avevano incontrato il Re, che per loro altri non era che il Capo o meglio il Leader degli inglesi.
Pocahontas e Rolfe si trasferirono per un breve lasso di tempo nella periferia di Brentford, sarà in una riunione mondana tra conoscenti che Smith reincontra Pocahontas, quando Pocahontas lo vide, “senza dir nulla, si girò intorno, scura in volto, non sembrando contenta dell’ incontro” i due furono lasciati soli per alcune ore, successivamente la testimonianza di Smith su ciò che esi dissero fu frammentaria ed enigmatica.

elab-g.m.s.

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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