Kanun-una antica legge…ancora in vigore…

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“Il Kanun non distingue le persone siano tutti uguali, anima per anima davanti a Dio”

Il Kanun o Kanuni è un codice di diritto canonico, introdotto su iniziativa del principe Lekë Dukagjin, divenuto nel tempo il più importante codice consuetudinario Albanese
Nel Paese delle aquile, in sperduti villaggi senza nome sulle montagne albanesi, dove sembra il tempo si sia fermato, vige ancora la legge detta del “Kanun”, che risale attorno più o meno, al XIII° secolo, e riportato in vita solo dopo la caduta del regime comunista da Enver Hoxha, che lo aveva proibito.
IL kanun regola da secoli la vita sociale nelle zone più arretrate d’ Albania, sopra tutto nel nord del paese, è un codice, che fissa tra l’altro, in maniera rigorosa il diritto della vendetta, che prevede anche l’uccisione per mano dei famigliari di una vittima, che possono colpire i parenti maschi dell’assasino fino al terzo grado di parentela.
Questa antica legge è per la maggior parte tramandata oralmente, cosiderato l’analfabetismo delle zone remote, un testo scritto però esisteva da tempi lontanissimi ed era disponibile solo a persone colte, che occasionalmente accettavano e consigliavano popolani che erano caduti in una disgrazia. Una traduzione scritta in latino fu redata dal padre francescano Shtjefën Kostantin Gjeçov.
Molti concetti, del Kanun, come l’autorità del pater familias, il diritto alla proprietà privata e la sua integrità, il diritto alla successione e altri aspetti della vita famigliare, derivano dal diritto latino, mentre il particolare modo di farsi giustizia personalmente, o coinvolgendo l’intero klan o la famiglia, sembra avere origine greche.
Il Katun assicura e prevede – la certezza della pena, l’uguaglianza dei cittadini, l’importanza della chiesa, la sacralità dell’ ospitalità, la grande attenzione per i più deboli, donne e bambini in particolare.
Successivamente, alle varie emigrazioni gli albanesi portarono il codice anche in Italia, soprattutto in regioni del sud, come la Puglia, la Calabria, la Basilicata la Sicilia, in cui stavano prendendo piede dei movimenti di rivolta contro le baronie, e l’ alta borghesia emergente, dando cosi l’avvio a fenomeni di banditismo, se non di vero e proprio briganatggio, non solo ma ancora oggi un certo retaggio del Kanun è divenuto un principio quale “codice d’onore” per le mafie, ndrangheta, sacra corona, influenzando anche la camorra napoletana.
Il Kanun, come accenato è in buona sostanza; la raccolta delle leggi consuetudinarie trasmesse oralmente per secoli. In Italia, il Kanun è stato pubblicato per la prima volta nel 1941. Il Kanun non è più formalmente in vigore in Albania, ma le norme che contiene non sono del tutto scomparse dalla regolamentazione dei rapporti sociali.
Al contrario, ci sono degli istituti, quale, per esempio il matrimonio, che viene ancora oggi celebrato secondo i dettami del Kanun, che prevede, che la donna, da fidanzata e poi da moglie, non possa accampare alcun diritto che non sia quello del mantenimento da parte del suo uomo, “la donna deve essere colei che sopporta pesi e fatiche” e se sbaglia, venire anche brutalmente punita.
C’e’ un mondo sconosciuto dentro i dodici libri chiamati “Besa” in cui si articola il Kanun, famiglia, matrimonio, contratti, lavoro, proprietà, delitti infamanti, risarcimento danni, non v’è momento della vita comunitaria di cui il Kanun, non si ocupi anche talvolta, sovrapponendosi alle norme civili e penali dello stato.
Ma è soprattutto nei libri dedicati alla parola data, all’onore personale e alla vendetta di sangue, che il Kanun viene applicato in buona parte dell’ area balcanica ossia dall’ Albania, sopra tutto l’area settentrionale, alla Macedonia e in Montenegro, che possono essere considerate le ultime regioni dove ancora vigono forme di tribalismo klanico.
Ove la parola data, la vendetta di sangue, e l’ assoluta solidarietà tra i membri della famiglia, caratterizzano l’ “uomo d’onore”.
Il Kanun, sull’onore, è lapidario- “Di fronte a tale legge atavica, il disonorato è considerato come persona morta”, da qui, il principio che “il sangue non si sostituisce con non nulla altro che al “biblico- occhio per occhio dente per dente” poiche l’onore non può essere ripristinato con un alcun diverso risarcimento se non il sangue stesso.
Il disonorato non si appellera mai alla magistratura, il valoroso si fa giustizia da se, in quanto, fortissimo è il senso di appartenza alla famiglia, un sentimento questo che si spinge talvolta a considerare persino la nazione come una sola grande famiglia.
Sotto il regime comunista il Kanun aveva subito un duro colpo, ci pensava la legge dello stato a provvedere, ma con il crollo del regime tutto è ricominciato e le famiglie che dovevano vendicarsi lo hanno fatto, perchè devono essere loro a completare la vendetta, non lo stato.
Oggi molte cose stanno cambiando, in quanto sono state introdotte figure chiamate “conciliatori”per lo più sono persone vecchie e sagge che godono di alta stima nella comunità, poi anche la chiesa, oltre allo stato, cercano di pacificare le famiglie in lotta, nonostante però siano ancora poche quelle accettano una ripacificazione.
Solo con la cultura e la scolarizzazione delle nuove generazioni potranno rimuovere il Kanun, e proietarsi verso la legaltà democratica, e la legge dello stato.

 

 

elab-g.m.s.

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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