Italia- il debito sovrano…

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Capire cosa sia il debito sovrano o meglio il più noto -debito pubblico-

 

Prima di parlare del debito sovrano, è necessario conoscere altri due termini, che oggi siamo poco avezzi a intendere dato un nuovo linguaggio assunto dagli economisti.
Solo da un paio di anni il debito dello Stato, una volta definito debito pubblico, viene oggi sempre più spesso chiamato debito sovrano.  che riguardo sopra tutto, nel caso dei paesi europei, cosiddetti Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna), che ricadono nell’area dell’euro e i cui governi sono soggetti ai diktat della banca centrale di Bruxelles, o meglio del cosi detto Fondo Monetario Europeo.
Le obbligazioni sono titoli di debito emessi dal governo, dalle banche e dalle società al fine di raccogliere denaro pubblico. Questo denaro verrà utilizzato per far fronte alle spese future, come i piani di espansione per le aziende, la costruzione di infrastrutture per il paese, ecc. In breve, i detentori di obbligazioni sono i finanziatori degli emittenti obbligazionari.
I titoli di Stato sono obbligazioni emesse periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per conto dello Stato con lo scopo di finanziare il proprio debito pubblico. I diritti di credito incorporati nel titolo possono essere corrisposti al sottoscrittore del prestito sia mediante lo scarto di emissione (ossia la differenza tra il valore nominale e il prezzo di emissione o di acquisto), sia mediante il pagamento di cedole (fisse o variabili) durante la vita del titolo. Alla scadenza dell’obbligazione lo Stato rimborsa il capitale iniziale.
Cosa è, e come si calcola il debito pubblio e il deficit.
E’ la risultante cumulativa dei prestiti al netto dei rimborsi, che lo stato e gli altri enti che appartengono al settore pubblico contraggono periodicamente per far fronte ai saldi negativi (deficit)
Il saldo di bilancio del settore pubblico è costituito dalla differenza tra le somme che affluiscono nel settore pubblico in un dato periodo di tempo a titolo di imposte e tasse e le spese pubbliche.
Un saldo negativo significa che altri settori dell’economia hanno acquisito titoli di credito nei confronti del settore pubblico o che esso è stato finanziato mediante ricorso a creazione di mezzi monetari, di solito nella forma di assunzione di debiti nei confronti dell’istituto di emissione.
Un saldo negativo (o positivo) comporta quindi un peggioramento (o un miglioramento) delle preesistente posizione finanziaria del settore pubblico, nei confronti degli altri settori dell’economia, posizione che si può definire come la somma algebrica, nel tempo, dei saldi di bilancio di settore.
I titoli rappresentativi del debito pubblico si differenziano per la differenza scadenza. Si hanno infatti forme di debito liquide per eccellenza come la creazione di base monetaria, come i buoni ordinari del tesoro, titoli obbligazionari a più lunga scadenza e infine titoli obbligazionari irredimibili.
Dal punto di vista dei sottoscrittori dei titoli di debito, il prestito pubblico può essere assorbito da settori dell’economia nazionale oppure può essere emesso all’estero.
Il rating, o anche valutazione, è un metodo utilizzato per classificare sia i titoli obbligazionari, che le imprese in base alla loro rischiosità. In questo caso, essi si definiscono rating di merito creditizio da non confondersi ai rating etici che invece misurano la qualità della governance, o in generale della sostenibilità sociale ed ambientale di un’emittente.
La governance, all’interno di una società si definisce governo d’impresa o governo societario (in inglese corporate governance) l’insieme di regole, di ogni livello (leggi, regolamenti etc.) che disciplinano la gestione della società stessa. Il governo d’impresa include anche le relazioni tra i vari attori coinvolti (gli stakeholder, ossia chi detiene un qualunque interesse nella società) e gli obiettivi per cui l’impresa è amministrata. Gli attori principali sono gli azionisti (shareholders), il Consiglio di amministrazione (board of directors) e il management.
Il taglio del rating deciso da Standard & Poor’s sul debito sovrano dell’Italia non avrà alcun effetto negativo per le banche locali, almeno secondo il presidente dell’ABI, Giuseppe Mussari: «gli istituti di credito italiani hanno dimostrato una solidità invidiabile».
Anche se per l’Associazione Bancaria Italiana i timori di ricadute economiche sarebbero infondati, le reazioni dei mercati europei non si sono fatte attendere.
Il timore di un possibile e imminente contagio del fallimento greco verso altri Paesi, Italia in prima fila, desta non poche preoccupazioni: c’è chi, al contrario legge dietro al declassamento S&P dell’Italia il rischio di pesanti ripercussioni sugli interessi che gli imprenditori in difficoltà si troveranno a pagare in caso di richiesta di accesso al credito
L’opinione del Fondo Monetario su l’Italia-
Per gli esperti del Fondo Monetario, in Italia è fondamentale, andare avanti con le azioni di risanamento, perché si possono ancora, compiere dei passi per ristabilire gradualmente la fiducia prima che le dinamiche del debito diventino eccessivamente avverse.
Il deficit italiano resterà fermo all’1% del PIL, per colpa di questo andamento di crescita al rilento. Per il FMI, comunque, a partire dal 2013, il debito pubblico italiano inizierà a scendere dopo essersi stabilizzato nel 2012.
Per invertire le dinamiche del debito e riguadagnare la fiducia è necessaria una combinazione di misure per l’aggiustamento fiscale a favore della crescita e per la gestione delle crisi in tutta la zona euro. All’interno del G7 l’Italia figura in fondo alle graduatorie di crescita ma, secondo le attese, nel 2013 l’Italia dovrebbe essere al secondo posto tra i Paesi con il deficit più basso.
In ambito europeo anche il resto delle economie risulta in difficoltà, con la Germania che vedrà crescere il proprio PIL del +2,7% (e non del +3% previsto in precedenza) e del +1,3% nel 2012 (-0,7% sulle previsioni di giugno); la Francia crescerà del +1,7% nel 2011 (-0,4%) e del +1,4% nel 2012 (-0,5%); la Spagna del +0,8% quest’anno e del +1,1% (-0,5%) il prossimo.
Negli Stati Uniti, la situazione non appare molto differente,in quanto l’economia vivrà a sua volta una battuta d’arresto crescendo del +1,5% (-1%) quest’anno e del +1,8% (-0,9%) il prossimo.
In Europa è prioritario rafforzare il sistema finanziario e rompere il circolo vizioso debito-banche perché, afferma il Fmi una crescita debole indebolisce le banche e il risanamento dei conti pubblici può ulteriormente indebolire la crescita. Banche deboli e con il potenziale bisogno di più capitale fanno temere per la stabilità di bilancio.
 
elab-g.m.s.
G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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