il D-Day-6 giugno 44 “il principio della fine”

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sbarco il D-Day-6 giugno 44 “il principio della fine”

Con la denominazione “Battaglia di Normandia” si intende la campagna di guerra condotta tra il D-Day, 6 giugno 1944 e la fine di Agosto in Normandia. Viene qui descritto l’evolversi dei combattimenti a partire dalle prime terribili e confuse ore dello sbarco, quando si dimostra che nessun buon piano regge alla prova degli eventi.

Il D-Day è programmato per il 4 giugno, ma le avverse condizioni metereologiche costringono l’Alto Comando Alleato a posticipare lo sbarco. Le unità Alleate sono già imbarcate nella moltitudine di navi e mezzi da sbarco di ogni tipo e dimensione, che costituisce la più grande forza di invasione mai raggruppata nella storia del mondo.

Lo sbarco non può essere posticipato a lungo. Presto il nemico potrebbe individuare ed intuire la destinazione di questa enorme flotta ed il morale e le condizioni fisiche delle truppe Alleate vanno rapidamente peggiorando.

Il pomeriggio del 5 giugno il servizio metereologico britannico riesce ad individuare una finestra temporale di buone condizioni, che permetterebbe di condurre un attacco il 6 giugno. La controparte tedesca invece ritiene che il tempo non possa migliorare e questo porta il Comando Tedesco ad essere ancora più fiducioso dell’improbabilità di un attacco.

La scelta che il comandante in capo Eisenhower deve prendere è estremamente difficile. Se decide di lanciare l’attacco, oltre al rischio che il buon tempo non duri abbastanza c’è la certezza che le condizioni non consentiranno ai caccia Alleati di condurre sortite di interdizione e supporto aereo ravvicinato. Se invece decide di non rischiare e posticipare l’invasione, le condizioni metereologiche e di maree accettabili si ripresenteranno solo dopo diverse settimane e il velo di segretezza mantenuto sui piani verrebbe a mancare.

Eisenhower decide di lanciare l’invasione, con sollievo dei comandanti e soldati che con difficoltà trattengono la tensione dopo mesi di pianificazione ed addestramento. L’armata di invasione si lancia verso gli obiettivi.

Perchè il D-Day fu necessario?

Quale era, nel 1944, la situazione strategica nel teatro Europeo?

LA SITUAZIONE STRATEGICA già da tempo aveva costretto la Germania sulla difensiva.

soldatiCome spesso accade nella storia, i tiranni e conquistatori sono vittime della loro stessa ingordigia ed il Reich di Hitler nel 1943 aveva conquistato più territori di quanti ne potesse realisticamente controllare. Considerando che gli Alleati possedevano il controllo del mare dall’inizio della guerra, è facile comprendere quanto fosse irrazionale pretendere di difendere un territorio così vasto e così esposto ad azioni anfibie.

Il punto di forza dell’intero apparato militare tedesco erano la mobilità e rapidità di dispiegamento, logiche che avevano determinato il successo della Guerra Lampo (Blitzkrieg) e avrebbero potuto consentire il controllo di un impero. Invece tutti gli sforzi materiali e le ricerche puntarono a mezzi più pesanti e corazzati ma più lenti e costosi come i carri Tiger, Panther, Elephant che davano l’illusione dell’invincibilità.

Hitler, dopo le rovinose disfatte della campagna di Russia, la resa di Stalingrado e la fallita offensiva di Kursk, sembrava cercare un rifugio nell’idea che le fortificazioni e una guerra di difesa potessero offrire una soluzione. Enormi e costose opere di fortificazione iniziarono in tutta Europa, specialmente nelle coste nord della Francia.

L’industria bellica inizia ad avere difficoltà di approvvigionamento delle materie prime. Lo sforzo bellico attivo su diversi fronti costrinse a maggiori compromessi nella qualità e quantità degli armamenti. Il carburante, uno dei beni primari, nel proseguimento della guerra assunse sempre maggiore importanza. Una delle maggiori fonti di approvvigionamento sul continente era la zona dei pozzi petroliferi di Ploesti in Romania, sempre più a portata delle forze Sovietiche e dei raid dei bombardieri Alleati.

PER GLI ALLEATI continui progressi vennero compiuti nel Nord Africa, liberato dalla presenza dell’Asse alla fine della primavera del 1943, e in Italia, con lo sbarco in Sicilia a luglio del 1943 (operazione “Husky”), che porterà in quasi un anno alla liberazione di Roma il 5 giugno 1944. Non esistono altri fronti aperti nel teatro Europeo e l’esigenza di impegnare maggiormente l’Asse portò alla approvazione dell’operazione Overlord in Normandia. Decisione che fu presa molto tempo prima.

La produzione industriale USA aveva raggiunto livelli inarrivabili per l’Asse ed era destinata ad aumentare ancora. I flussi di rifornimenti verso il Regno Unito e l’Unione Sovietica potevano ormai essere considerati sicuri e alimentavano il confronto. Lo sbarco in Normandia sarà anche un confronto tra diversi sistemi industriali, entrerà in gioco la quantità ed affidabilità di armi e materiali delle forze Alleate contro la qualità delle armi del Reich.

PER I SOVIETICI la Grande Guerra Patriottica aveva avuto costi umani e materiali spaventosi. La Russia fu l’unica potenza europea a sopportare la pressione continua dell’Asse per la maggior parte della durata del conflitto. Nel 1943 la situazione strategica migliorò, Stalingrado era caduta e Kursk aveva inferto un duro colpo alle armate dell’Asse portandole sulla difensiva ma l’Asse, per lo meno le forze tedesche, opponevano sempre una strenua difesa e non erano ancora sono sull’orlo del tracollo, nonostante le perdite.

Stalin nel corso degli anni chiede con sempre maggiore insistenza che venisse aperto un nuovo fronte in Europa e per gli Alleati diventò sempre più vivo il timore che se non fossero stati capaci di dare una risposta adeguata alle necessità strategiche di Stalin , l’Unione Sovietica sarebbe stata costretta a trovare un compromesso politico con l’Asse. Questo scenario è plausibile considerato che l’Unione Sovietica e la Germania avevano già stretto vantaggiosi accordi diplomatici bilaterali come il trattato Ribbentrop Molotov del 1939, che aveva portato alla spartizione della Polonia. É uno scenario suggestivo anche perchè ipotizza che si sarebbe verificato quanto successo nella 1ma Guerra Mondiale, quando nel 1918 la Russia firmò unilateralmente la pace e le truppe tedesche si riversarono sul fronte occidentale.

D-DAY IL PIANO – GLI OBIETTIVI

D-DayIl piano generale dell’operazione Overlord è realizzato in molti mesi di pianificazione in cui le diverse forze e specialità combinano e coordinano le proprie esigenze e capacità. Per la riuscita del piano è necessario che marina, aviazione ed esercito di nazionalità diverse cooperino proficuamente e senza incindenti.

Lo sbarco dovrà avvenire su 5 diverse spiagge: Sword, Juno, Gold, Omaha sulla costa del Calvados e Utah sulle penisola del Cotentin. Quest’ultima spiaggia è inserita nel piano solo alcuni mesi prima dell’operazione, perchè in grado di avvicinare l’armata di invasione a Cherbourg, l’obiettivo a breve termine più importante.

L’obiettivo primario di Overlord è di stabilire, entro il primo giorno dell’invasione nell’immediato entroterra, una forza in grado di resistere ad un contrattacco per il tempo necessario all’arrivo dei rinforzi nei giorni successivi. Le forze di sbarco devono quindi superare gli ostacoli, rendere sicura la zona di sbarco per le ondate successive e dirigersi verso l’interno, collegandosi ai contingenti sbarcati sulle altre spiagge. È fondamentale che le spiagge Omaha, Gold, Juno e Sword siano unite in un unico fronte il prima possibile, per opporre maggiore resistenza.

Una forza di sbarco isolata, stremata dagli scontri e con limitate risorse di mezzi e munizioni difficilmente potrebbe resistere ad un rapido contrattacco Tedesco condotto con forze corazzate e meccanizzate. Un fronte unito invece permetterà di concentrare gli sforzi e prolungare la difesa.

Tutto dipende dal successo o fallimento delle prime ondate.

LE ZONE DI SBARCO

Tutte le spiagge sono di sabbia compatta e presentano dei varchi naturali tra le dune, condizioni necessarie per consentire il rapido smistamento dei rinforzi verso l’interno. Come buona parte della costa settentrionale della Francia, le spiagge erano difese con ostacoli antisbarco, mine, casematte armate di mitragliatrici e cannoni di vario calibro, fossati anticarro, filo spinato.

Per ogni spiaggia vengono assegnate forze ed obiettivi a breve e lungo termine.

A UTAH dovrà sbarcare la 4a divisione di fanteria US, con l’obiettivo di raggiungere il prima possibile la principale arteria stradale, per poi dirigersi verso Cherbourg a nord. UTAH è isolata dalle altre zone di sbarco ed i fianchi saranno protetti dalle forze aereotrasportate.

Secondo i piani originari, la 101a divisione paracadutisti US dovrebbe atterrare tra UTAH e Ste Mere Eglise, alle spalle delle linee di difesa tedesche sulla spiaggia e la 82a divisione paracadutisti US atterrerebbe a St Saveur, bloccando l’afflusso di rinforzi tedeschi attraverso la parte orientale della penisola del Cotentin.

Il piano è modificato alcuni giorni prima del D-Day. La 82a sbarcherà al limitare di Ste Mere Eglise con l’obiettivo di conquistare il paese, la 101a sbarcherà più a sud a proteggere il fianco meridionale della zona di sbarco.

La zona di OMAHA è tra le più vaste e meglio difese. Qui sbarcherà la 29a e 1a divisione di fanteria US. Due battaglioni di Rangers US hanno l’obiettivo di sbarcare a Point Du Hoc e scalare la scogliera, per raggiungere i cannoni di grande calibro che si trovano sulla sommità.

Le forze sbarcate a OMAHA devono conquistare i paesi sulla costa, Colleville, St. Laurent e Vierville, espandersi verso est per congiungersi con i britannici e raggiungere la strada principale.

Con GOLD inizia il settore del teatro delle operazioni di competenza delle forze britanniche e canadesi.

A GOLD sbarcherà la 50a divisione di fanteria UK, con il compito di conquistare Arromanches.

A JUNO giungerà la 3a divisione di fanteria CA, attorno a Courseulles, con l’obiettivo di raggiungere la strada che da Caen porta a Bayeux, per bloccare i rinforzi tedeschi.

SWORD è la spiaggia più ad est e qui è destinata la 3a divisione di fanteria UK e la 79a divisione corazzata UK. L’obiettivo primario è di raggiungere Caen e l’aereoporto di Carpiquet. Il fianco di questa zona viene protetto da altre forze aereotrasportate.

La 6a divisione paracadutisti UK deve atterrare sul lato occidentale del fiume Orne, conquistare il ponte sul canale di Caen e il vicino ponte sull’Orne, da cui può giungere un attacco tedesco. Inoltre deve rendere inoffensiva la batteria di cannoni a Merville, prima dell’inizio degli sbarchi.

LE FASI DELLO SBARCO

Le truppe aereotrasportate devono sbarcare durante la notte per sorprendere il nemico, anche se ciò renderà estremamente complicato il lancio, il raggruppamento e riorganizzazione delle unità. L’oscurità dovrà anche proteggere le forze aereotrasportate da un contrattacco immediato tedesco.

All’alba la flotta di invasione giunge in prossimità delle coste e i mezzi da sbarco si dispongono secondo l’ordine di avvicinamento. Mentre i mezzi da sbarco portano la fanteria ed i mezzi corazzati verso riva, tutte le unità navali maggiori iniziano il cannoneggiamento contro le postazioni fortificate tedesche. Poco dopo comincia il bombardamento aereo sulle zone di sbarco.

Il bombardamento aereo ha lo stesso scopo del bombardamento navale, deve mettere fuori gioco i bunker difensivi tedeschi e liberare parzialmente le spiagge dagli ostacoli ma, mentre le navi stazionano a portata di tiro dai bersagli e giungono nella zona insieme alle forze di sbarco, le ondate di bombardieri compiono un lungo tragitto dai campi di aviazione in Inghilterra per giungere sulla costa. Organizzare un prolungato bombardamento sulla zona già durante la notte, ritenuto necessario dai comandanti delle forze di terra, eliminerebbe ogni dubbio al Comando Tedesco riguardo alla zona di invasione. D’altra parte non può essere riposta troppa speranza sull’effetto di un bombardamento limitato nel tempo.

Inoltre il tipo di velivoli usati incide notevolmente sull’efficacia e precisione. I B-17 “Flying Fortess” sono dei bombardieri strategici, concepiti per volare in formazione contro obiettivi strategici e inadatti a colpire obiettivi con precisione a distanza limitata dalle truppe alleate. Il B-26 “Marauder” e altri bombardieri medi invece possono colpire volando a bassa quota con precisione e riescono a dare il loro contributo sulle zone dove operano.

I bombardamenti devono essere sospesi poco prima che i mezzi da sbarco giungano in prossimità delle spiagge e possano quindi rivolgersi verso obiettivi nell’entroterra. Da questo punto in poi tutto il peso dell’operazione Overlord si sposta sulla fanteria e sulle limitate forze corazzate delle prime ondate che, sotto un intenso fuoco nemico, devono guadagnare la battigia e attraversare allo scoperto un tratto di spiaggia, fino a giungere alla base delle fortificazioni e delle dune, dove potersi riparare e da cui lanciare attacchi verso le postazioni e trincee nemiche.

Lo sbarco in una spiaggia è composto da diverse ondate, distanziate di pochi minuti, che portano soldati, materiali e mezzi con compiti specifici. L’organizzazione è molto importante ed eventuali errori di sbarco saranno pagati a caro prezzo. Ad esempio, se le unità di un’ondata sbarcassero in un settore diverso da quello assegnato le ondate successive non le troverebbero nel settore prestabilito. Se i compiti delle diverse ondate sono interdipendenti, il ritardo o il fallimento nel raggiungimento di un obiettivo ha ripercussioni sulle successive ondate.

Il continuo flusso delle ondate dopo le prima fasi dello sbarco è vincolato al successo. Se in un settore di spiaggia le truppe non sono in grado di penetrare le difese nemiche, subiranno perdite considerevoli e non potranno garantire la necessaria sicurezza per lo sbarco dei rinforzi.mappa_overlord_normandia

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G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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