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Mobbing – crimine contro la persona

11 marzo 2010 4.420 Visite Nessun Commento

Riceviamo e pubblichiamo

 

Mobbing – crimine contro la persona

mobbingOggi la nostra società sembra essere un paniere ricolmo di crimini e abusi.

Se volessimo redigere un triste catalogo  incontreremmo solo due problemi ,il tempo e l’attenzione per non tralasciarne nessuno.

Crimini contro il patrimonio contro la proprietà violenze discriminazioni su religioni o pigmentazioni perché di questo si tratta una diversa colorazione della pelle e niente di più. Paura del diverso timore per ciò che non si conoscere e non si vuole conoscere. Voglio affrontare e dare testimonianza di un crimine contro la persona il mobbing .

Legato indissolubilmente al mondo del lavoro perciò un diritto inalienabile che l’uomo ha di mantenere se stesso la propria famiglia per avere e dare una qualità di vita decorosa per non dovere provare quell’indescrivibile sensazione di inutilità verso la propria famiglia e verso la società di cui è un componente non per diritto di sangue o nascita ma per diritto di “creazione” poiché è stato creato per fare parte di quell’agglomerato che si chiama umanità è per questo atto che nessuno può e deve disconoscere il pieno diritto e qualità per fregiarsi di questa appartenenza ed esserne un elemento attivo di essa.

Parlo di mobbing e non di mancanza di serietà o diligenza da parte del dipendente ,esiste questa realtà nessuno lo nega o difende chi manca di rispettare il proprio impegno la propria parola nei confronti dell’azienda che lo assume a mio avviso non è difendibile.

Statisticamente i soggetti che vengono sottoposti a questo vile trattamento non sono ne assenteisti ne dipendenti mediocri ,anzi risultano essere degli elementi dove la serietà e l’impegno non vengono disattesi e i risultati sul piano produttivo non sono marginali.

Quale allora è la causa di questa discriminazione?

Per rispondere a questa domanda è necessario vare alcune valutazioni.

Chi usa questo strumento? Perché lo si usa?

Ovviamente ad usarlo è chi ha il potere di usarlo e ricavarne o beneficio o soddisfazione .

Siamo davanti per tanto a una cattiva gestione del potere e a un latitante controllo degli organi preposti.

Perché avviene? La risposta a questo quesito è più articolata .

rabbiaSempre più spesso l’arrivo ad un posto di controllo o comando specie se si tratta di una posizione che deve gestire le risorse umane è dovuta ad intrighi di corte o scambi di favore o perché il futuro responsabile delle risorse umane ( un termine che ripugno , non sono una risorsa e basta sono un uomo e una volta terminato il lavoro ho una vita mia )deve arrivare perché a qualcuno conviene.

Non voglio essere frainteso non tutti sono cosi ma è altrettanto vero che questo capita con sempre più frequenza anche a causa dell’assoluta perdita di certi valori sul posto di lavoro.

Analizziamo per un attimo la struttura tipo di una azienda qualunque .Una base composta dai lavoratori andando di poco su troviamo i primi responsabili diretti , i quadri in seguito e infine la classe dirigente per ultimo abbiamo o l’azionariato e l’amministratore delegato oppure la proprietà.

Uomini in ogni caso con i problemi che ha ogni uomo lavoro famiglia salute vita.

Cosa allora fa si che questi uomini diventino dei prevaricatori dei kapò. L’asservire alle logiche aziendali che sempre più spesso sono assolutamente dettate dal mercato dai numeri senza nessuna attenzione a quelle risorse che non sono ruote dentate o putrelle ma esseri viventi pensanti e capaci di provare tutte le emozioni che passano loro vicino.

La logica del risultato il rispetto del bugget a tutti i cosi sempre e comunque sopra ogni cosa la moderna religione.

Allora l’aguzzino diventa quasi un eroe e nasce in se quel tepore che infondo ha fatto bene che era giusto fare cosi.

Ma la base si sgretola ,base non priva di colpe perché non unita senza solidarietà e coscienza della loro condizione.L’esperienza che io personalmente ho vissuto è stata all’interno di un istituto di credito fra i più grandi a livello nazionale .

Siamo passati attraverso un cambiamento veloce e inumano, fusioni cambio dei vertici e cambio delle politiche aziendali mi chiedo però questo giustifica l’aver creato le condizioni a causa delle quali nella prima fusione un collega si è impiccato in banca ?? vergogna per tutti dove erano in quel momento i mass midia  quale benefit o comodità ha fatto si che questo non fosse reso pubblico ,mi assumo totalmente e davanti a chiunque la responsabilità di quello che dichiaro, vergogna dove era il sindacato paladino fatto da cedole per giustificare le assenze dal lavoro, vergogna dove erano i colleghi che dividevano la pesante realtà con lui tutti i giorni vergogna è l’unico termine che non sia volgare che riesco a pensare,vergogna.

capoI colleghi non hanno neanche diritto ad un briciolo di considerazione dopo aver subito un infarto sul posto di lavoro e sono sollecitati ad un rientro veloce si fa leva sul loro senso di responsabilità poiché sanno che nessuno li sostituisce e i colleghi rimasti senza il loro apporto sono in forte difficoltà.

Non voglio usare questo mezzo per parlare del mio caso specifico ma una cosa la voglio direHo avuto la fortuna di non perdere l’amicizia dei pochi fidati colleghi che di nascosto mi hanno aiutato

In vari modi ,io e lo dico con profondo orgoglio ho lottato da solo perché il mio sindacato mi ha detto contro la banca non ti  difendo ,ed io sono andato avanti da solo perché non poteva essere diversamente e ho vinto.

Ma avevo il torto di essere di carne e non fatto di documenti e muri io alla sera tornavo a casa ed ero una bestia feroce rischiavo e giocavo con la mia vita loro no. La banca è impersonale non ha sentimenti le aziende non hanno emozioni ricordatevelo . arriviamo adesso al più  vile dei gesti il ricatto

Questo non ho modo di provarlo ma ne rispondo comunque ,dopo aver vinto la causa mi è stato detto “non possiamo più toccare te ma anche tua moglie e dipendente” ho passato giornate in piedi dietro un armadio e mi sentivo dire” non servi a nulla”.

Ho difeso sempre le mie idee e i miei affetti e hanno vinto loro ho presentato le mie dimissioni. Questa e la mia storia sfido chiunque a dire che è il falso adesso o quando vorranno e dove vorranno io risponderò sempre di ciò che ho scritto ,sono vivo adesso ricordalo Diego .

Non abbandonate non siate complici passivi di questo crimine contro la persona ti annienta ti fa sentire e inutile uno zero. abbiate il coraggio di ciò che è giusto così facendo in breve non dovrà più essere un coraggio.

no_mobbing

Grazie  Ramon vive in queste righe.

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