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Mesopotamia-La civiltà Assiro Babilonese-culla di civiltà

4 gennaio 2010 39.051 Visite Nessun Commento

La civiltà Assiro Babilonese

A partire dal 3500 a.C. la Mesopotamia venne abitata da fiorenti civiltà come i Sumeri, gli Accadi, i Babilonesi, gli Assiri, gli Ittiti, gli Hurriti e i Cassiti. Alcune di queste civiltà fecero importanti scoperte e invenzioni. Per esempio i sumeri furono tra i primi a inventare la scrittura mentre i babilonesi hanno inventato uno dei primi codici di leggi della storia, il Codice di Hammurabi. Alcune di queste civiltà, come gli assiri, hanno fondato un vasto impero.

Nel 500 a.C. circa la Mesopotamia venne conquistata dall’Impero persiano. Col passare dei secoli la Mesopotamia fece parte di vasti imperi come quello seleucide, parto, sassanide, arabo e ottomano. Attualmente la Mesopotamia corrisponde all’odierno Iraq, a parte della Siria orientale, alla Turchia sudorientale e all’Iran sudoccidentale.

Chi erano gli assiri

popolazione semitica, forse proveniente dall’Arabia; stanziatisi in Siria, dalla quale penetrarono a più riprese nell’alta valle del Tigri presso le montagne dell’Armenia e nelle valli dello Zeb, in quella regione che fu detta appunto Assiria. Presero il nome dalla città di Assur da essi fondata come prima capitale.

Gli scavi ci rivelano che dopo il dominio babilonese essi subirono quello degli Ittiti, poi ancora quello di Babilonia. Verso il 1500 a.C. essi conquistarono l’indipendenza e a poco a poco estendono la conquista ai popoli vicini, fondando l’impero assiro che comprende, oltre la Mesopotamia babilonese, gran parte dell’Asia Minore.

Il massimo della conquista e della potenza lo raggiunsero sotto il regno di Tiglat-Pileser (1146-1093 ca. a.C., salito al trono nel 1115). La capitale da Assur fu portata a Ninive. Dopo la morte di Tigla-Pileser l’impero andò in rovina. Ultimo grande re fu Assurbanipal, detto dai Greci Sardanapalo (669-626), il cui regno fu celebrato per lo splendore di cui si circondò. Ma dopo la sua morte, l’impero, che già era scosso da brividi rivoluzionari, fu spartito fra i Babilonesi insorti, i quali si erano alleati al re dei Medi Ciassare (612-606). Ninive fu distrutta,

Mesopotamia culla della civiltà

regione dell’Asia occidentale tra il Tigri e l’Eufrate, confinante con il Curdistan, I’Iran, l’Arabia, la Siria e il Golfo Persico. Popolazione mista: Arabi, Greci, Curdi, Persiani, Armeni, ecc. Il terreno nella parte meridionale è di natura alluvionale, particolarmente fertile e molto ben irrigato; il clima è arido pertanto prevalgono coltivazioni di cereali, tabacco, cotone, datteri.

Inoltre il sottosuolo è ricco di giacimenti petroliferi. Per le sue caratteristiche territoriali, e per la sua posizione geografica, la Mesopotamia è stata la culla di una delle civiltà antiche più fiorenti, definita sumeroaccadica, sviluppatasi nell’arco di tre millenni. I primi ad abitare stabilmente il territorio (3200-2800 a.C.) furono i Sumeri di origine incerta, che si dedicarono allo allevamento e all’agricoltura.

Conoscevano già i metalli e a loro si deve l’invenzione della scrittura, utilizzata per la registrazione di dati amministrativi che da pittorica divenne cuneiforme impressa su tavolette d’argilla molle. Il territorio venne diviso in città-stato, spesso in conflitto tra loro, amministrate da un re e alcuni governatori. La Mesopotamia nella fase sumera fu unita per la prima volta sotto Sargon I di Accad (2350-2300 a.C.) e vide il suo massimo splendore sotto Gudea di Lagash (III dinastia Ur 2200 a.C.).

Successivamente vi furono altri periodi caratterizzati dalla presa di potere di popoli che qui si svilupparono: gli Amenorrei (XIX sec. a.C.), sotto i quali Babilonia divenne il più importante centro culturale e religioso del territorio; i Cassiti (XIV sec. a.C.) che introdussero l’uso del cavallo e di macchine da guerra e che videro aprirsi le rivalità tra il sud e il nord del paese; gli Aramei che furono soggiogati, in un periodo di decadenza, dalla vicina Assiria (VIII, VII sec. a.C.) ma che non accettarono mai i loro re e in ogni momento manifestarono la loro ribellione; si profilò poi quello che viene chiamato il periodo neobabilonese (VI sec. a.C.), durante il quale si ebbe la restaurazione del potere degli Aramei e la Mesopotamia visse un momento di grande espansione sotto Nabucodonosor, grazie anche all’alleanza con i Medi, che conquistò le terre fino all’Egitto e fece di Babilonia la più grande città del mondo.

Il periodo che vide la potenza dei persiani che capeggiati da Ciro II la conquistarono (V sec. a.C.), fu la prima della serie delle dominazioni straniere che negli anni seguenti vide nelle sue terre Alessandro Magno (331 a.C.), i Romani (la Mesopotamia settentrionale costituiva il limite estremo dell’impero romano; 92 a.C.), gli Arabi mussulmani ed infine gli Ottomani che causarono una decadenza irreversibile. Nei tre millenni di vita della Mesopotamia l’arte ebbe una presenza significativa in tutte le sue forme, dalle statue alla decorazione alla oreficeria, che spesso furono realizzate in onore dei re o degli dei, fino all’architettura che ha sottolineato i momenti di massimo splendore, attraverso strutture mastodontiche, templi, e torri (torre di Babele).

Babilonia la grande capitale dell’Asia minore.

nell’antichità, regione di cui era capitale Babilonia; che attraversata dal Tigri e dall’Eufrate, era fertile di palme e cereali. Le città principali oltre a Babilonia abbiamo:Uruk, Ur, Eridu, Lagash a sud; Accad e Akshak a nord. L’origine dello Stato Babilonese va attribuita agli Accadi che dal 2450 al 2150 a.C. in unione coi Sumeri stanziati nel sud della Mesopotamia. Unificarono la regione ad opera del re Hammurabi, sesto re della dinastia babilonese 1792-1750 a.C., che ne tra l’altro estese i domini in Siria; a lui inoltre si deve il famoso codice, risale anche a questo periodo la massima fioritura artistica e letteraria dell’area

Conquistata successivamente dagli Assiri IX-VIII sec. a.C. Nel 625 ebbe inizio la dinastia neobabilonese o caldea che cacciò dal paese gli Assiri e con Nabucodonosor II 605-562 estese l’impero fino a Gerusalemme e all’Egitto.

Nel 539 i Persiani, invasero il territorio conquistandolo, da qui fu un succedersi di conquiste da Alessandro Magno 331, poi dai Seleucidi, dai Parti e in fine dai Romani.

La civiltà assiro-babilonese è prevalentemente basata sulla cultura sumere, dalla Mesopotamia, anche grazie ai traffici con i Fenici, la sua cultura si diffuse per tutto il Mediterraneo entrando in contatto col popolo greco, che prese da essa molti elementi della sua civiltà e della sua arte.

Gli Assiri furono un popolo prevalentemente guerriero, molto duro nei confronti dei popoli vinti. Babilonesi, al contrario, furono un popolo dedito prevalentemente all’agricoltura, all’artigianato e al commercio anzi che alla guerra.

Religiosità e politeismo

Gli assiro-babilonesi erano politeisti. le loro divinità rappresentavano prevalentemente le forze delle natura.

Le divinità più importanti costituivano una triade cosmica di origine sumerica: Anu, dio del cielo; Enlil, figlio di Anu, dio del cielo e creatore della terra; Ea, dea dell’acqua dolce. Molto importante fu Ishtar, dea dell’amore e della fertilità, rappresentata nella stella Venere.

Vi erano infine degli dèi nazionali, che acquisivano maggiore o minore importanza secondo il popolo predominante in un dato periodo storico: Morduk era importante nel primo e nel secondo impero babilonese, Assur durante l’impero assiro.

Gli Assiro-Babilonesi credevano in una folta schiera di demoni quasi tutti malvagi, rappresentati sotto forma di animali e di mostri: tori alati con teste umane, draghi ed altre divinità mostruose.

Gli Assiro-Babilonesi furono tra i primi popoli a dedicarsi all’osservazione degli astri in quanto credevano che gli astri e i fenomeni naturali fossero in grado di influenzare il loro destino da ciò l’evento di caste sacerdotali o divinatori che diedero un grande sviluppo all’astrologia e lo studio. per l’interpretazione di fenomeni naturali.

Ordinamento politico-sociale

L’Assiria e la Babilonia, costituivano uno stato ben organizzato Il Grande Re era sovrano assoluto e primo tra i sacerdoti, in contatto diretto con gli dei .Il regno era diviso in province. Ciascuna provincia era guidata da un governatore il quale in nome del re amministrava la giustizia, riscuoteva le imposte, arruolava la popolazione per i lavori obbligatori e per il servizio militare in caso di guerra.Lo stato si reggeva su di una burocrazia efficiente tanto da essere imitata dai Persiani, dagli stati ellenici e poi dall’impero romano. Numerosi erano gli scribi, alle dipendenze dei re e dei governatori.

L’economia

L’attività economica principale di Assiri e Babilonesi fu l’agricoltura. molte e perfette erano le opere di canalizzazione delle acque finalizzate all’irrigazione.Anche l’industria fu molto sviluppata, soprattutto nel tessile, nella metallurgia, nell’oreficeria, nella ceramica, nella profumeria.

Gli Assiri, amanti del lusso, furono famosi per le stoffe a vivi colori, per i mobili rivestiti o intarsiati di metallo per i monili delicatamente cesellati, i Babilonesi per i mattoni smaltati per i sigilli cilindrici di pietra dura, per i gioielli, i metalli.

Ma l’attività che permetteva ai popoli della Mesopotamia di primeggiare in ricchezza e potenza fu sicuramente il commercio che, favorito dalla posizione geografica, rese questa terra l’emporio di tutte le carovane provenienti dall’India, dall’Arabia, dall’Africa.

La cultura

La cultura era privilegio dei sacerdoti, ma non solo e la burocrazia capillare faceva sì che la scrittura fosse patrimonio di moltissimi scribi. La scrittura aveva carattere cuneiforme, era prodotta da uno stilo su una tavoletta di creta, aveva carattere fonetico pur non possedendo le vocali, le tavolette dopo la scrittura venivano cotte al sole o al fuoco.

La scrittura cuneiforme fu decifrata, pur in mezzo a grandi difficoltà, verso la metà del secolo scorso. Nel 1835 il console inglese a Bagdad, G. Rawlinson, trovò un’iscrizione trilingue, che dal luogo del ritrovamento, fu detta iscrizione di Behistun, in cui lo stesso testo era scritto in antico persiano cuneiforme, in medosusiano e in babilonese. Qualche anno più tardi uno studioso tedesco il Grotejend, riuscì a decifrare tale iscrizione, dandoci la chiave della scrittura cuneiforme.

La letteratura, che ebbe carattere prevalentemente religioso, presenta, tra le opere principali, due grandi poemi epico-religiosi:come 1′Enuma elish, il poema della creazione, che intende glorificare il dio Marduk come creatore dell’universo; e il poema di Gilgamesh, pervaso da un desolato pessimismo, il quale narra i vani sforzi di un leggendario re sumero per raggiungere l’immortalità, tra l’altro, in questo poema troviamo per la prima volta la descrizione di un diluvio, molto simile a quella della Bibbia.

Le scienze più coltivate, furono l’astronomia, in cui i Babilonesi godettero la fama di più sapienti conoscitori dei cielo essi dividevano l’anno in 12 mesi secondo i movimenti della luna, i mesi in settimane, le settimane in giorni secondo il nome dei pianeti; distinguevano i pianeti dalle stelle; conoscevano l’eclittica e lo zodiaco, per cui potevano predire le eclissi solari e lunari,.in matematica essi conoscevano tanto il sistema decimale quanto quello sessagesimale, le quattro operazioni, l’elevazione a potenza. In geometria, divisero il cerchio in 360° gradi.. Furono eccelenti ingegneri e idraulici, come dimostrano le numerose opere per regolare il corso del Tigri e dell’Eufrate,

Le arti -Gli Assiro-Babilonesi coltivarono soprattutto l’architettura, che, come in Egitto, tende ad avere un’impronta di straordinaria grandiosità. Essa, non disponendo di cave di pietra da taglio, dovette far uso di mattoni, tenuti insieme con bitume, fecero uso per la priva volta, dell’arco e della volta, precorrendo in quest’arte la perizia degli architetti etruschi

I principali monumenti architettonici furono i templi a forma di torre gli Ziqqurat, con terrazze digradanti, in cima alle quali sorgeva il santuario, che fungeva anche per le osservazioni astronomiche, e i palazzi reali, con sale spaziose e giardini pensili Famose sono le mura di Babilonia, di forma quadrangolare, lunghe circa 18 km Gli Assiro-Babilonesi coltivarono anche la scultura e la pittura che rappresenta talora mostri bizzarri, come il toro alato con la barba ben arricciata e con in capo una tiara.

L’invenzione della scrittura

Ai sumeri si attribuisce l’invenzione di una delle più antiche forme di scrittura apparse nel mondo. la scrittura sumerica è formata da circa 1500 segni diversi, cuneiformi per la loro forma a cuneo; essi venivano impressi mediante una cannuccia su tavolette di argilla, che poi si cuocevano al forno. La scrittura cuneiforme si diffuse in tutta la Mesopotamia e oltre, fino al Mediterraneo, e fu adottata anche dai persiani. Leggerla per noi è molto difficile; il merito di averla decifrata, verso la fine del Settecento, è di uno scienziato tedesco, Grotefend. La scrittura fu utilizzata dai sumeri anzitutto per annotazioni pratiche e necessità economiche (compravendite, liste di merci, ecc.); poi servì ai re per registrare le tasse, amministrare la giustizia, fissare il ricordo di importanti avvenimenti politici o militari. In seguito vennero scritti anche testi di carattere scientifico (astronomia, matematica, ecc.) e opere letterarie, la più antica delle quali, risalente circa al 2000 a.C., è la cosiddetta Epopea di Gilgamesh, l’eroe metà uomo e metà dio di cui si raccontano le gesta.

Il più antico codice del mondo

I sumeri originariamente non costituirono un regno unitario, ogni città era un piccolo Stato autonomo, retto da un proprio re-sacerdote. In uno di queste città stato ad Ur, si è scoperta una raccolta di leggi, che è considerata il più antico codice del mondo, databile intorno al 2100 a.C. Queste leggi sono ispirate a idee per quei tempi assai progredite. Ad esempio, gli atti di violenza sono puniti con un risarcimento in argento e non con la vendetta ,come si verificherà invece circa cinque secoli più tardi, con il celebrato e notissimo Codice babilonese di re Hammurabi.

Lo studio del cielo e la misura del tempo

Come già avevano fatto gli antichi sumeri, i babilonesi diedero una grande importanza all’osservazione e allo studio degli astri, perché credevano che nei movimenti celesti si esprimesse la volontà degli déi e si potessero leggere il futuro e il destino dell’uomo. Le loro osservazioni, anche se basate su credenze magiche e religiose, diedero origine a conoscenze esatte, che contribuirono allo sviluppo dell’astronomia.

Così, i sacerdoti babilonesi impararono a distinguere i pianeti dalle stelle fisse e i segni dello Zodiaco; scoprirono il moto dei pianeti, le cause delle eclissi e delle fasi della Luna; riuscirono a calcolare le posizioni di Mercurio e l’orbita della Luna; trovarono il sistema per accordare il mese lunare con l’anno solare (da loro calcolato in 365 giorni e 1/4), intercalando un mese ogni tre anni solari. Insieme con l’astronomia fecero notevoli progressi anche la matematica e la geometria.

Furono i babilonesi a determinare le misure di tempo, di lunghezza e di peso, di cui poi si servirono gli altri popoli dell’antichità, compresi i greci e i romani. Il giorno fu diviso in 24 ore; l’ora in 60 minuti primi e in 3.600 minuti secondi; l’unità di peso, il talento (= 2.523 grammi), fu divisa in 60 mine e la mina in 60 dramme. Le credenze magiche sumerico-babilonesi ebbero una straordinaria diffusione e fortuna. Che gli astri abbiano un’influenza sulla vita dell’uomo, che l’eclissi sia un preavviso di sventura, che esistano giorni fausti e giorni infausti, sono tutte idee di origine mesopotamica: ancora oggi, è su queste idee che si fondano gli oroscopi e le altre tecniche di “lettura” del futuro.

Gli alimenti

Assieme ad altri popoli medio orientali come, in particolare, gli egizi, i sumeri furono tra i primi a fabbricare il pane, un alimento ricavato dalla farina di frumento, divenuto poi tipico delle popolazioni mediterranee. Essi appresero cioè a far lievitare la farina, controllando sapientemente il processo naturale della fermentazione. Contemporaneamente inventarono la birra, che si ottiene anch’essa dalla fermentazione di cereali. Pane e birra, cioè un cibo e una bevanda che non esistono in natura, ma sono costruiti dall’uomo. Oltre al pane, i sumeri consumavano zuppe d’orzo, formaggio di capra, carne di maiale e di pecora, pesci di fiume, datteri, fichi, uva, ortaggi e legumi.

I modi di vita

Nell’archivio di Ebla, dedicato in prevalenza ad atti amministrativi, si sono trovate anche testimonianze della vita quotidiana, come le pagelle degli studenti e i compiti in classe con le correzioni. Secondo Paolo Matthiae, capo della missione archeologica italiana, la società eblaita sarebbe stata molto più aperta e civile di tutte le altre del Medio Oriente; per esempio, pare che la donna godesse di una dignità e di un’importanza sociale sconosciute in altri Stati di quel tempo. Altre scoperte, come i raffinatissimi oggetti d’oro e gli ornamenti preziosi rinvenuti nelle tombe del palazzo reale di Ebla, fanno pensare a modi di vita molto evoluti e a capacità artistiche e artigianali assai sviluppate.

Come vivevano gli antichi popoli della Mesopotamia? Le testimonianze in proposito non mancano. Le case erano costruite secondo uno schema molto semplice, che risaliva ai sumeri: un cortile-giardino centrale e, intorno, quattro-sei stanze, con porte e finestre sul cortile e nessuna finestra verso l’esterno. Alquanto basse, con un pianterreno e un primo piano, avevano i muri grossi di mattoni d’argilla pressata, seccati al sole, talvolta anche cotti in fornace. Anche i grandi palazzi seguivano il medesimo schema, moltiplicato decine e decine di volte; un esempio significativo è la reggia di Mari (2000 a.C.) presso l’Eufrate, costituita di 300 vani, su un’area di 30.000 metri quadrati.

Il cibo della terra e delle acque

I popoli della Mesopotamia avevano a disposizione cibi molto variati. La maggior parte proveniva dalle attività agricole: pane di frumento, focacce d’orzo, legumi (fave, lenticchie), una gran quantità di verdura e di frutta: datteri e fichi, mele, prugne, noci, cocomeri. Gli orti di Babilonia, sapientemente irrigati, erano famosi per i limoni e gli aranci, i pistacchi, le albicocche e tanti altri frutti che solo molti secoli più tardi sarebbero giunti in Occidente. Un’altra importante risorsa erano i pesci di fiume. Erodoto, uno storico greco, racconta che venivano seccati al sole e poi, pestati in un mortaio, ridotti in una specie di farina che veniva utilizzata per fare focacce e torte.

Viaggi terrestri e fluviali

Pochi viaggiavano: gli unici erano gli incaricati del re, i soldati, i mercanti che trasportavano merci; usavano dei carri trainati da asini. Solo dopo il II millennio a.C. incominciarono ad apparire i cavalli. I viaggi per terra erano molto faticosi e non frequenti; ad essi si preferiva il trasporto via acqua, sui fiumi, con battelli a remi o a vela.

La medicina

Le prime forme a noi note dell’arte medica sono state trovate in Mesopotamia. Uno scienziato americano, S.N. Kramer, specialista nella lettura di testi sumerico- babilonesi, afferma che il primo medico di cui si sappia il nome è “un certo Lulu, che abitò nella città di Ur verso il 2700 a.C.; così pure proviene dalla Mesopotamia il più antico testo contenente indicazioni di medicinali. Eccone qualche esempio. Una pomata: polverizzare delle pere e della manna, mescolare con fondo di birra e applicare sulla parte malata”. Un decotto: “sciogliere la resina di una pianta con birra calda, versare il liquido in olio e far bere al malato”. Una lozione: “triturare radici di piante e pelle di serpente, versare in acqua bollente e lavare la parte malata”. Si praticava anche la chirurgia, come confermano gli strumenti che si sono trovati e anche i segni di interventi scoperti nelle ossa. E da notare che le leggi ritenevano personalmente responsabili i medici se le loro prestazioni fallivano. Ad esempio leggiamo nel Codice di Hammurabi: “Se un medico ha operato un uomo libero con un bisturi di bronzo e gli ha salvato la vita, sarà ricompensato con dieci pesi d’argento. Se invece gli produce la morte, gli saranno tagliate le mani

Il fascino del dodici

Per misurare il tempo, le ore del giorno e lo scorrere dell’anno, così come i pesi, le lunghezze, i prezzi ed ogni altra cosa, i babilonesi presero come base il numero 12, con i suoi multipli e sotto-multipli: a tale numero, infatti, molte civiltà antiche attribuirono un valore sacro, quasi magico.

donna

elab.da g.s.m.

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