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L’infame terremoto- Ansa-apello per offrire aiuto

11 Aprile 2009 466 Visite Nessun Commento

Riceviamo e pubblichiamo

1) L’infame terremoto di Ugo Cortesi

2) ANSA.it – Dove rivolgersi per offrire aiuto

Questo aprile 2009 è stato infausto per la popolazione abruzzese che ha dovuto subire una delle più brutte sciagure che possano capitare: distruzione e morte da terremoto.  Non ci sono parole che possano esprimere il dolore in simili frangenti, ma rimane pur sempre la speranza che dal male possa sempre più prendere forza il bene. E’ facile ragionare col senno di poi o cercare di chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati, ma la domanda che ci si pone è sempre la stessa: si poteva evitare?? 

Certamente non si possono evitare i terremoti, sono fatti naturali di cui nessuno ne ha il controllo, e pur nel rispetto dei credenti, neppure dio dimostra di averlo, dando così segno della sua ipoteticità.  Si possono però, se non eliminare, almeno limitare le distruzioni con tutto ciò che ad esse consegue.  E qui viene l’essenzialità dell’uomo, del suo intelletto,  delle sue conoscenze e delle sue esperienze che con un’unica parola possiamo definire: scienza. Dell’argomento non sono un esperto, ma ne ho solo pura e semplice conoscenza per quanto ho letto e su quanto mi sono documentato negli anni. 

Ricordo agli inizi degli anni settanta che un geometra (laureatosi poi in ingegneria all’età di 70 anni) , mio compaesano, un po’ bizzarro forse anche strano nel modo di pensare, studioso autodidatta di astronomia e dei terremoti marini, coniò una sua tesi che a suo tempo fu anche derisa, ma che dopo trent’anni fu ripresa ed in parte confermata da un gruppo di geologi del Politecnico di Zurigo.  Ciò per introdurre la tesi del ricercatore abruzzese Giampaolo Giuliani definito, da alcuni della scienza “ufficiale” come pazzo e visionario, solo perché aveva anticipato l’arrivo di un terremoto disastroso in Abruzzo.

Per aver avvisato ed urlato ai quattro venti la sua convinzione, che poi è risultata vera, si è guadagnato una denuncia per procurato allarme.  I professionisti della scala Richter, come lui li chiama, si sono sollevati all’unisono dichiarando che è impossibile prevedere i terremoti e che non ci sono modelli scientifici ufficiali in tal senso.  Anche se in parte è vero che non si possono prevedere i terremoti è invece vero che si possono avere non sensazioni preveggenti, ma veri e propri segnali d’allarme, dalla natura stessa

Il metodo di Giuliani non è poi una novità di oggi, ma si tratta di studi già fatti da decenni in Russia e Giappone e si basa sull’analisi di un gas radioattivo, il radon, che si libera dal sottosuolo quando le faglie vengono attivate, trovando così una via di fuga giungendo in superficie, rilevandolo specialmente nei pozzi a cielo aperto. Lo stesso Giuliani, nel 2001, con altri ricercatori presso l’Istituto di Geofisica e Vulcanologia stava osservando il misuratore di particelle cosmiche quando, in corrispondenza del terremoto in Turchia, rilevarono una quantità straordinaria di radon, fuori dalla norma.  Da allora a seguitato gli studi in detta direzione realizzando uno strumento in grado di rilevare il radon, e con l’aiuto di un sismografo si rese conto che la concentrazione di radon aumentava in corrispondenza di un evento sismico.

Questa è una dichiarazione di Giuliani rilasciata in una intervista a “Il Giornale”: «Nel 2002, in corrispondenza del terremoto di S. Giuliano, registrammo valori 100 volte maggiori alla norma, ma disponendo di un solo precursore sismico eravamo in grado di emanare un allarme per un evento sismico che distava più di 50 km da L’Aquila, senza poter fornire altre informazioni circa la collocazione o la direzione dell’evento stesso. Oggi con 5 precursori saremmo in grado di essere molto più precisi, “triangolando” i dati e i segnali di concentrazione del radon». 

Ora, dopo quello che è successo, Giuliani vuole le scuse da coloro che lo hanno dileggiato e credo che lui le pretenda non per se stesso ma per quei circa trecento morti, molti dei quali potevano essere salvati. Lui è stato indagato ed è legittimo che la giustizia faccia il suo corso, ma credo che un Giudice che lavora nell’interesse della comunità non possa fare a meno di rilevare un’anomalia e quindi sia suo dovere verificare se vi siano state omissioni da parte di qualcuno e se, nella fattispecie si possano ravvisare ipotesi di reato. 

Se qualche colpa vi è stata da parte del Giuliani, sta nel fatto che ha “osato” andare contro certi canoni.  Se lui avesse ossequiosamente esposto la sua tesi e le sue preoccupazioni a qualche “barone” che, giovandosi di dette ricerche, le avesse fatte sue ed esternate, ecco che tutto sarebbe andato nel verso giusto; il “barone” avrebbe fatto la sua bella figura e molte vite sarebbero state salvate.  Purtroppo in Italia si dipende anche da queste cose.  Vergogna, nella vergogna ed ancor più se ci sono vittime innocenti.

Ciò per quanto riguarda la precursione sismica, che certamente può limitare una parte di lutti, ma non di danni, almeno fino a quando le strutture abitative, pubbliche e di servizi, non verranno costruite secondo le normative in materia antisismica.  Ma qui intervengono i “furbetti” che per lucrare sugli appalti o sub-appalti usano materiali scadenti o non appropriati con tutto quelle che ne consegue.  L’esempio a l’Aquila è dato da fabbricati costruiti negli ultimi trent’anni che sono crollati su se stessi causando decine di morti.  Anche su questo le Procure devono fare di tutto per smascherare i responsabili ed eventuali connivenze a qualsiasi livello, comminando le pene del caso che devono però essere espiate in toto e non come d’uso “all’italiana”. Lo pretende l’umanità, lo pretende la morale, lo pretende la giustizia e lo pretende la memoria di coloro che hanno perso la vita per colpa dell’inefficienza, della negligenza, della disonestà e dell’avvantaggiarsi di altri.

Ugo Cortesi – Alfonsine (RA) -2009
 

2) ANSA.it - Dove rivolgersi per offrire aiuto  Origine: www.ansa.it

ROMA – Appello dei Centri di servizio per il volontariato (Csv) a tutti i volontari  a contribuire nei limiti delle loro possibilità ad aiutare le popolazioni colpite dal terremoto….telefonando allo 085 2057631.

Donazioni attraverso telefonia mobile
Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, sentito il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato il numero solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell’Abruzzo.
Come già in altre occasioni, ogni Sms inviato contribuirà con 1 euro, che sarà interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l’assistenza.

Donazioni da telefono fisso
E’possibile donare 2 euro con chiamata da rete fissa di Telecom Italia, chiamando il numero: 48580.

Croce Rossa Italiana
I versamenti possono essere effettuati sul Conto corrente bancario n. 218020 n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro – Filiale di Roma Bissolati – Tesoreria – Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 – 00187 Roma. Coordinate bancarie (codice Iban): IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020 – Causale: pro terremoto Abruzzo;
oppure sul Conto corrente postale n. 300004 intestato a: «Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma – Codice Iban: IT24 – X076 0103 2000 0000 0300 004 Causale: Pro Terremoto Abruzzo;
o ancora con versamenti on line sul sito: www.cri.it/donazioni.html

-UMSOI- 


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