Paesi Balcanici entrano nella NATO- una garanzia di stabilità ?
Paesi Balcanici entrano nella NATO- una garanzia di stabilità ?
L’Albania e la Croazia, dopo aver completato il deposito degli atti di ratifica dell’adesione alla NATO, presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, diventano “de iure” membri dell’Alleanza Atlantica. I protocolli dell’adesione sono stati firmati dagli ambasciatori dei Paesi membri della NATO nel luglio 2008, e in tempi record nella storia dell’Alleanza ratificati dai parlamenti di 26 paesi membri dell’Alleanza. Al vertice di Strasburgho-Kehl, l’Albania e la Croazia parteciperanno come membri effettivi dell’Alleanza politica e militare con potere a livello internazionale.
I Governi di Albania e Croazia, attraverso i propri ambasciatori negli Stati uniti, hanno depositato ieri, presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, gli atti di ratifica dell’adesione alla NATO, nel corso della cerimonia organizzata dal Vice Segretario del Dipartimento di Stato, James Steinberg.
Tutte le parti contraenti del trattato del Nord Atlantico, hanno infatti notificato presso il Governo degli Stati Uniti d’America la ratifica del protocollo di adesione dell’Albania e della Croazia, sottoscritto a Bruxelles il 9 luglio 2008, il tutto in tempi record nella storia dell’Alleanza.
Si trattava dell’ultimo atto ufficiale per l’adesione all’Alleanza Nord Atlantica, svolto da parte dell’ambasciatore albanese negli Stati Uniti, Aleksander Sallabanda, e dall’ambasciatrice croata negli Stati Uniti, Kolinda Grabar-Kitarovic.
L’Albania e la Croazia diventano così “de iure” (legalmente) membro della NATO, portando a 28 il numero dei Paesi membri dell’Alleanza. La notizia è stata confermata dopo che i due ambasciatori dei relativi Paesi, hanno consegnato gli “atti di adesione” presso il Dipartimento di Stato Americano.
La consegna da parte della Slovenia del protocollo di ratifica della Croazia, come già fatto anche con l`Albania il 3 marzo scorso, era l`ultimo ostacolo per dare il via libera per completare il processo.
“La deposizione dei documenti di ratifica della Slovenia, adempie il processo individuale di ratifica dei parlamenti dei 26 paesi membri dell’Alleanza, necessario per l’ammissione di Albania e Croazia nella NATO”, ha annunciato lo scorso lunedì il Dipartimento di Stato Americano. “L’Albania e la Croazia hanno lavorato molto per adempiere gli standard dell’Alleanza, legati alla scala della democrazia e allo sviluppo delle forze militari”, ha dichiarato il portavoce della NATO a Bruxelles, James Appathuray, aggiungendo che i due Paesi hanno superato un periodo difficile nella storia dei Balcani.
Il portavoce Appathuray ha inoltre sottolineato che l’Albania e la Croazia “beneficeranno della sicurezza collettiva offerta dall’Alleanza e condivideranno la responsabilità che questa sicurezza collettiva richiede”. Pochi minuti dopo, il Segretario Generale della NATO, Jaap de Hoop Scheffer, in un comunicato stampa, ha calorosamente salutato i due nuovi Paesi membri in una giornata che il Segretario ha definito storica. “Non vediamo l’ora che i capi di stato e i governi di Albania e Croazia si uniscano al summit in programma questo fine settimana”: è l’invito del Segretario Generale dell’Alleanza il quale ha ufficialmente dichiarato che martedì 7 aprile, dopo il summit di Strasburgo, avrà luogo presso la sede della NATO a Bruxelles la cerimonia ufficiale di ingresso dei due Paesi nell’Alleanza, con l’alzata delle loro rispettive bandiere che verranno posizionate accanto a quelle degli altri 26 stati alleati.
Al vertice di Strasburgo-Kehl, che avrà luogo il 4 aprile, l’Albania e la Croazia parteciperanno infatti come membri effettivi dell’Alleanza politica e militare con potere a livello internazionale.
La cerimonia di ufficializzazione dell’ingresso dei due Paesi nella NATO, è stata salutata anche dal Premier Berisha tramite un comunicato stampa nel quale ha sottolineato che “l’Albania considera questo momento, il più importante dopo la proclamazione dell’Indipendenza, anche dal punto di vista delle grandi responsabilità da adempiere, al fine di consolidare nel Paese i valori della libertà che i Paesi membri dell’Alleanza condividono: occorre prodigarsi per portare avanti i compiti e le missioni derivanti dalla completa adesione dell’Albania alla NATO”.
Anche il Ministro della Difesa albanese, Gazmend Oketa, ha dichiarato che “l’adesione alla NATO è un passo positivo che aiuterà l’Albania ad avvicinarsi ancor più rapidamente all’Unione Europea”, aggiungendo che l’adesione all’Alleanza “non costituisce il capolinea bensì rappresenta un nuovo passo verso un lungo processo di lavoro da portare avanti seguendo compiti e responsabilità”.
Il premier croato Ivo Sanader, da parte sua, ha invece dichiarato che “abbiamo adempiuto all’obiettivo per il quale ci siamo impegnati per ben vent’anni”.
A pochi giorni dal Summit della NATO, note di disperazione sono invece giunte dal premier macedone Nikola Gruevski, in quanto la Macedonia è rimasta fuori dall’Alleanza più potente al mondo. “L’Albania e la Croazia, al prossimo summit della NATO, diverranno parti dell’Alleanza. Siamo felici per questo ma siamo anche disperati poiché questo non avverrà per la Macedonia, pur avendo questo Paese adempiuto alle condizioni per l’adesione”, ha dichiarato il Primo Ministro Gruevski al quotidiano tedesco “Die Welt”. Gruevski ha nuovamente sottolineato che “la Macedonia, come gli altri Paesi, ha rispettato le condizioni per l’adesione alla NATO, ma la questione con Atene costituiva il principale ostacolo”.
Il premier ha ricordato che al Summit di Bucarest del 2008, da parte della Grecia, venne inserita una nuova condizione per l’adesione della Macedonia all’Alleanza, ovverosia la modifica del nome. Secondo il premier, la Grecia vede un rischio diretto per la propria sovranità nazionale, con il nome di “Repubblica della Macedonia”. Egli ha inoltre ricordato che la Macedonia è pronta a negoziare ulteriormente, per via della mediazione di Matthew Nimetz, ma non può permettere che vi siano ricatti.
Alketa Alib-etelboro
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