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Il presidente Barack Obama, azioni rapide, per uscire dalla crisi

5 Febbraio 2009 914 Visite Nessun Commento

 

Il presidente Barack Obama ha scritto di suo pugno un articolo per il Washington Post in cui spiega come pensa di affrontare la ”piu’ grande crisi economica dai tempi della Grande Depressione”. Il sito web del quotidiano americano ha riportato fedelmente quanto scritto dal presidente Usa. ”Milioni di posti di lavoro su cui gli americani fino ad un anno fa facevano affidamento sono saltati; milioni di guadagni delle persone che hanno lavorato sodo sono svaniti”, per questo Obama ha concentrato l’attenzione su quelle che sono le aspettative delle ”persone di tutto il mondo preoccupate per cio’ che il domani riserva loro”.

”Gli americani si aspettano che Washington prenda provvedimenti che vadano incontro allo stato di emergenza che accompagna la loro vita quotidiana, azioni rapide, nette e sagge per uscire dalla crisi”. Secondo Obama, non e’ possibile aspettare oltre per risollevare l’economia perche’ sempre piu’ persone perdono il lavoro, i risparmi e le loro case.

Se non si agisce, ”la recessione potrebbe durare anni” e la nazione potrebbe ‘’sprofondare in una crisi senza ritorno”. Sono questi i motivi che acuiscono nel presidente un forte senso di urgenza nell’affrontare il piano di rilancio che ”creera’ o salvera’ piu’ di tre milioni di posto di lavoro nei prossimi due anni, fornira’ facilitazioni fiscali del 95% per i lavoratori americani e fara’ passi avanti per rafforzare il Paese negli anni che verranno”.

Il presidente americano Barack Obama ha annunciato l’imposizione del tetto massimo di 500mila dollari agli stipendi dei quadri delle istituzioni finanziarie americane che beneficeranno dei piani di ‘bail out’.Altri ‘bonus’ potranno essere erogati solo ”in forma di azioni che non potranno essere vendute fino a che i contribuenti americani non saranno rimborsati per la loro assistenza”, ha precisato Obama in una conferenza stampa al fianco del suo segretario al Tesoro, Timothy Geithner, in cui ha preannunciato anche ”ulteriori misure” per fare si’ che i dirigenti delle istituzioni finanziarie ”assumano la loro quota di responsabilità”’. Che ricevano compensi per ”una gestione dei rischi accorta valutata su anni, non solo giorni o settimane”.

Obama e’ tornato a sollecitare il Congresso ad approvare velocemente il pacchetto di stimolo all’economia in tempi veloci. ”Non riuscire ad agire ora trasformerà la crisi in una catastrofe”, ha affermato il Presidente americano, sottolineando come la crisi economica in corso ‘’sia la peggiore a cui abbiamo assistito nelle nostre vite”. ”Nessun piano e’ perfetto, lavoreremo per renderlo più efficace”, ha aggiunto preannunciando per la prossima settimana l’introduzione di ”nuove strategie per far ripartire il sistema del credito”.

”Dobbiamo tutti assumerci delle responsabilità e questo include i dirigenti delle maggiori istituzioni finanziarie che si sono rivolti a noi nel momento della crisi, pur recependo bonus esagerati”, ha sottolineato ricordando i 18 miliardi di dollari capitalizzati dai vertici di Wall Street alla fine dello scorso anno.

”Crediamo che il successo debba essere premiato, ma i dirigenti delle istituzioni finanziarie americane sono stati premiati per aver fallito, e lo sono stati con premi sussidiati dai contribuenti, questo e’ ciò che sconvolge di più la gente”.

Il Senato americano ha votato per ammorbidire la clausola “Buy American” contenuta nel pacchetto di stimolo per l’economia da 900 miliardi di dollari dopo che il presidente Barack Obama ha espresso il timore che la versione originale potesse scatenare una guerra commerciale. I senatori hanno approvato un emendamento che prevede che la clausola “Buy American” debba “essere attuata rispettando gli obblighi Usa previsti dagli accordi internazionali”.

La modifica prevede che Canada, Messico, l’Unione Europea e altri importanti partner commerciali siano beneficiati perché è venuta meno la formula per cui tutti in lavori pubblici finanziati dal pacchetto di stimoli potessero usare ferro, acciaio e altri prodotti soltanto “made in Usa”.

(Il Buy American Act è una legge, emanata nel 1933 dal parlamento statunitense ed ancora in vigore, allo scopo di proteggere le imprese manifatturiere nazionali, limitando l’acquisto di prodotti finiti stranieri per commesse pubbliche all’interno del territorio nazionale.)

Fonti (ASCA) e (Adnkronos)

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