Gemelli

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GEMELLI
segno di aria

Un segno positivo, simbolizzano l’aria in generazione. Il sole entra nei Gemelli alla fine del mese di maggio, il mese in cui tutto rifiorisce, quando fiorisce la nuova vita creata in marzo.
Mercurio è il pianeta che lo governa. Sviluppando il tema secondo il quale Aries è portatore del potere iniziale che riceve forma nel segno del Toro, ho sottolineato il dualismo di questo terzo segno che diventa motivo principale del dipinto.
Gemini è governato dalla presa di coscienza crescente della relazione tra l’io e il non?io e dall’interazione dei poli che si oppongono nel cosmo; il problema è di trovare il modo di pervenire all’unione mediante lo scambio.
Da qui, la costruzione simmetrica del quadro, tutti gli elementi positivi ad ogni livello, sia macro che microcosmici si trovano a destra e tutti gli elementi negativi a sinistra. Il dualismo fra i poli è risolto esso stesso da un ponte che conduce ad un’unione: anche i colori sono stati scelti con la stessa intenzione, giacché il rosso è positivo ed il blu è negativo, e l’unione dei due è rappresentata da un giallo dorato (colore del discernimento al massimo livello). Lo sfondo è color porpora, un insieme di rosso e di blu. Le nubi dorate rappresentano l’elemento aria sotto il quale si trova questo segno.
Le due colonne del tempio di Salomone sono anch’esse presenti nel quadro: la colonna rossa, Jakin, è sormontata da un bastone carico di germogli, che simbolizza il fuoco; i bastoni formano anche la prima serie di carte dei Tarocchi. Il sole, dispensatore di energia e di vita, risplende sopra di esso. A sinistra abbiamo la colonna Boaz, femminile, che sostiene una coppa d’argento destinata a ricevere i poteri del sole (le coppe sono nei Tarocchi il simbolo dell’acqua). La luna brilla sopra a questa coppa, riflettendo il potere del sole.
A livello microcosmico, questi principi opposti vengono personificati dall’uomo perfetto e dalla donna perfetta: lui punta il dito verso il cielo e lei verso la terra, unendo così la loro natura umana (ciò che è in alto è come ciò che è in basso). Con l’altra mano ognuno di essi tiene il medesimo caduceo, ovvero la bacchetta di Mercurio, emblema che occupa questo posto privilegiato a causa dell’importanza di Mercurio in questo segno. La forma simbolica del bastone racchiude la stessa idea fondamentale: i poteri dei due poli sono rappresentati dai due serpenti che trovano una soluzione armoniosa nel bastone dorato al centro. Quest’ultimo è sormontato da uno specchio con due ali; infatti Mercurio governa la facoltà intellettuale che è “come uno specchio che, pur riflettendo ogni cosa, rimane chiaro ed immobile”.
Ecco perché il principio mercuriale attraverso il nostro intelletto si è evoluto verso la saggezza, in modo da unire armoniosamente tutti i contrari; Ermete, rapido quanto il pensiero, è il messaggero alato, il mediatore; è anche lo Psicopompo, ovvero la guida delle anime che accompagna i morti dall’Altra Parte. Un leone e un unicorno sono accucciati in primo piano: è un’altra illustrazione degli opposti principi, giacché il leone incarna l’amore divino come potere che discende, mentre l’unicorno suggerisce la purezza virginea della sostanza primordiale che riceve il potere divino.
Nell’India antica, il segno dei Gemelli era spesso rappresentato da un leone e da un unicorno a guardia della porta della città santa in cui risiedeva il “Re del Potere e della Bellezza”.
Tra i due abbiamo un babbuino dal muso canino, un cinocefalo, seduto su un cerchio a suggerire l’unione: in Egitto esso era la personificazione di Thot, dio della saggezza e della conoscenza, identificato con il greco Ermete e con il Mercurio romano. Rappresenta anche, qui, l’intelligenza inferiore, analitica, ossia quella che imita, che scimmiotta: è il ricercatore scientifico che misura il mondo con il compasso, simbolo utilizzato fin dal medioevo per caratterizzare la personalità umana.
Esso è seduto sul segno dei Gemelli contenuto in una figura composta da un quadrato positivo (rosso) e da un quadrato negativo (blu) che, insieme, formano un ottagono: nell’Albero di Vita della Cabala, Mercurio viene assegnato ad Hod, l’ottava sephira, sicché il suo numero è otto. Si possono vedere due carte dei Tarocchi, una per ogni colonna, che vengono abitualmente associate ai Gemelli.
Il “Matto” si trova a destra, la carta zero dell’arcano maggiore, ed è un giovane che si impegna con gioia, senza timore lungo la sua strada di vita attraverso l’incarnazione, sorretto dal bastone da pellegrino della sua volontà; al bastone è sospeso un fagotto che contiene le esperienze ch’egli raccoglierà durante la vita. È magnificamente vestito, pieno di buone disposizioni, e tiene in mano la rosa a rappresentare la sua eterna scintilla di ispirazione divina. Questo essere è pronto a compiere il primo compito e avrà ora di che scegliere con cura nel suo confrontarsi con il dualismo.
La “Temperanza” si trova ai piedi della colonna di sinistra, e rap-presenta l’anima matura che ha imparato una lezione da questo segno; versa una giusta proporzione di forza appartenente al potere del sole nella coppa della luna.
Sul suo petto abbiamo un emblema: un triangolo rosso in un quadrato blu che rappresenta i poteri dei due poli riuniti in armonia. Il sole dorato, simbolo di una conoscenza superiore, si irradia dalla sua fronte; la Temperanza è alata, ad indicare che si è elevata al di sopra della cose terrene, è la “Sophia”, la divina saggezza.
Questa Sophia significa la risoluzione del dualismo che occupa tutta la parte superiore del quadro ove si è rappresentato uno dei principi alchemici: l’unione dei contrari. L
e colonne sostengono due draghi alchemici che rappresentano i vari principi cosmici di potere polarizzato: mantengono i loro colori rispettivi fino al punto in cui i loro colli si annodano, ossia quando si stabilisce un intenso scambio di energie durante il quale il rosso e il blu si mutano in un giallo dorato e splendente, colore del discernimento, il più elevato mercurio.
L’Androgino, il mitico essere doppio in cui maschile e femminile si fondono per formare l’umano perfetto, simile alla fenice, emerge dal fuoco, questa soluzione di tutto il dualismo umano costituisce il mistero più profondo, il più grande disegno alchemico. L’Androgino è anche rappresentato sotto forma di un’aquila a due teste (simbolo araldico). Sono stati impiegati simboli massonici per mostrare che le azioni dell’essere umano perfetto comprendono i suoi due poli: il compasso per l’aspetto della forza e la squadra del carpentiere per l’aspetto della forma.
Ora prendiamo in considerazione i sigilli magici tratti dalla gerarchia angelica e da altri esseri astrali dipendenti da Mercurio: partendo dall’alto, e da sinistra verso destra, troviamo il sigillo planetario dell’angelo Ophiel; in alto, al centro, il glifo dell’arcangelo di Mercurio, Raphael e, accanto ad esso, il sigillo degli spiriti planetari di Mercurio.
Appena sotto al ventre del drago rosso possiamo vedere il sigillo degli spiriti planetari subordinati all’angelo Ophiel e, sotto al ventre del drago blu, il glifo dell’intelligenza planetaria Tiriel.
Giacché Mercurio rappresenta il pensiero, facoltà neutra utilizzata in ogni cosa, possiamo parlare di un Mercurio superiore e di un Mercurio inferiore.
Infatti nell’Antichità Mercurio veniva considerato il dio della saggezza e della conoscenza, nonché il dio dei bugiardi e dei ladri (Mercurio ha rubato i buoi di Apollo), e uno dei processi più importanti nella Grande Opera alchemica, la sublimazione dell’argento vivo o mercurio, è la rappresentazione dell’innobilirsi del pensiero; il risultato era noto sotto il nome di Mercurius Sublimatus in alchimia e ad esso si riferiscono molti segni segreti, sei dei quali sono stati disegnati ai due lati del bastone centrale di Mercurio.
G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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