Notizie sconfortanti sulla sanità
Ogni anno, nel mondo, migliaia di persone perdono la vita o restano gravemente menomate a causa di esiti infausti o dannosi delle terapie mediche. Si tratta di vittime, spesso inconsapevoli, che per mancanza di conoscenza dei propri diritti restano prive di qualsiasi risarcimento.
È necessario, pertanto, diffondere una più vasta conoscenza dei diritti del paziente, di fatto, già sanciti nel nostro ordinamento, affinché la maggior parte dei cittadini, nei casi di fallimento, totale o parziale delle cure mediche, possano ottenere il risarcimento dei danni subiti.
Nell’ultimo decennio infatti la giurisprudenza, per a chi ha subito danni alla propria salute conseguenti ad errori medici o disservizi della struttura sanitaria pubblica o privata, è passata dall’affermazione della natura extracontrattuale della responsabilità medico-sanitaria a quella schiettamente contrattuale con modificazione delle regole sul nesso di causalità e sull’onere della prova.
Ha riconosciuto la responsabilità del medico e/o della struttura sanitaria- ospedaliera in tutti quei casi in cui la terapia sia stata inadeguata o, magari, scelta per un fine diverso dalla guarigione, come sperimentare un farmaco o un nuovo metodo curativo o quando il medico abbia omesso le cure appropriate o commesso un errore terapeutico. Insomma, la responsabilità
Malasanità in Italia:
Gli errori in medicina pare, infatti, causino più vittime degli incidenti stradali, dell’infarto e di molti tumori.
Si stima che siano circa 90 i morti al giorno in Italia per errori commessi dai medici, scambi di farmaci, dosaggi errati, sviste in sala operatoria. I dati sono piuttosto vari, oscillano fra i 14 mila (secondo l’Associazione degli anestesisti) e i 50 mila decessi (secondo Assinform, editore di riviste specializzate nel settore del rischio nel campo della sanità) ogni anno solo nel nostro Paese: il 50% si sarebbe potuto evitare. E 320.000 persone subiscono un danno, con un costo pari all’1% del Pil, ben dieci miliardi di euro l’anno. Per aiutare i pazienti che hanno subito questo tipo di problemi è nata l’associazione “Malasanità Associazione Vittime Errori Medici”.
Si tratta di un’associazione senza scopo di lucro,costituita ufficialmente da professionisti ed imprenditori, che direttamente o indirettamente erano stati vittime o spettatori impotenti di episodi di Malasanità. L’associazione ha lo scopo di promuovere e sostenere iniziative ed attività finalizzate a prevenire errori medici ed a realizzare un più avanzato equilibrio tra l’esigenza di non lasciare senza riparazione le vittime del danno e quella di non rinunciare allo svolgimento ed al progresso delle attività mediche.
Per il raggiungimento degli scopi statutari l’associazione fornisce anche supporto economico e professionale (medico-legale) a coloro che hanno subito danni da “Malasanità” e che si trovano in una situazione svantaggiata in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche e/o familiari.
Essa si presenta al pubblico attraverso un portale internet: http://www.malasanita.it/. Questo portale rappresenta il primo portale tematico italiano sull’assurdo, ma reale mondo della Malasanità.
Una indagine del Tribunale del malato dà un quadro sconfortante delle strutture sanitarie
Sotto accusa medici e operatori sanitari.
Il Tribunale del malato ha elaborato 19.776 segnalazioni. Ha quindi elaborato un quadro sul rapporto degente-operatore sanitario che, al dei là di casi di malasanità, lascia intravedere una superficialità e una mancanza di professionalità che non sospettavamo potesse coinvolgere un così gran numero di operatori sanitari.
Quello che più emerge dal rapporto è la superficialità degli operatori sanitari e paramedici. Infermieri che durante il turno si addormentano, pazienti trattati come pacchi postali, mancanza di educazione nel rivolgersi ai malati.
Per non parlare, poi, degli errori nella pratica medica e diagnostica che, seppur in diminuzione, continuano a rappresentare la principale area di criticità della sanità italiana. Non hanno più fortuna i malati cronici, portatori di handicap o di malattie, comunque, invalidanti che sono costretti a percorrere farraginose procedure burocratiche per vedersi riconosciuti diritti, anche di natura economica, previsti per legge.
Sono questi alcuni dei nodi che emergono dalla decima edizione del Rapporto Salute del Tribunale per i diritti del malato.
Medici maleducati e difficoltà nel riconoscimento dell’invalidità
Più di una segnalazione su due (51,2%) riguarda atteggiamenti poco graditi di operatori ospedalieri;e una su 3 (29,9%) quelli di operatori di Asl, una su dieci (10,4%) di operatori di cliniche private e poco meno (8,5%) quelli di cliniche convenzionate.
Al secondo posto tra i temi maggiormente ricorrenti è la disabilità. Le segnalazioni relative all’invalidità e all’accompagnamento denunciano principalmente una difficoltà di accesso alle informazioni (38%), il mancato riconoscimento della condizione di handicap e quindi dei relativi benefici (19%) previsti dalla legge, oltre alle complesse procedure burocratiche per il riconoscimento che costringono persone disabili con ridotta o nulla mobilità a difficili spostamenti per le visite di controllo che potrebbero essere effettuate, almeno nei casi più complessi, a domicilio.
Il 42% delle segnalazioni in tema di handicap lamenta la difficoltà di ottenere o usufruire dei benefici previsti dalla legge 104/1992 anche quando è stata accertata la condizione di handicap grave. Il 18% lamenta che la sua richiesta di riconoscimento di disabilità non ha avuto esito positivo, mentre il 13% evidenzia difficoltà di accesso alle cure domiciliari e alla riabilitazione, l’11%, lunghi tempi di attesa e il 7% difficoltà nell’accesso alle informazioni. In loro sostegno, lo Stato (legge 80/2006 e Dpr 698/1994) prevede l’erogazione di alcuni benefici, economici e non, ma gli iter burocratici per accedervi sono farraginosi e lentissimi rispetto alle necessità.
Difficoltà nei viaggi della speranza
Al terzo posto delle segnalazioni è la mobilità sanitaria (9 per cento). I viaggi della speranza si fanno per un intervento chirurgico (44,7%), per visite specialistiche (10%), terapie (6,9%), per raggiungere centri specializzati (6,6%) e per fare trapianti (4,9 per cento).
Tra le lamentele dei malati la mancata assegnazione temporanea del medico di famiglia (32%), del pediatra di libera scelta (7%), il rifiuto delle prescrizioni diagnostico-specialistiche (10%), il rifiuto delle prescrizione di farmaci (9%) e l’impossibilità di ottenere prestazioni di assistenza domiciliare (6 per cento).
Sono invece in diminuzione i casi di mala sanità.
A denunciarli, nell’ultimo anno, è un cittadino su cinque. Le segnalazioni riguardano prevalentemente errori occorsi durante lo svolgimento di interventi chirurgici (72%) piuttosto che errata diagnosi (22 %).
Relazione presentata al Governo il 18 aprile 2007.
Formuliamo auspicio che vi sia una presa di coscienza da parte sia del Governo e relativo Ministero, sia sopra tutto degli operatori sanitari, per un futuro più umano, capace e responsabile nel rapporto con l’ammalato.
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