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Pensiero e cronaca

10 Novembre 2008 387 Visite Nessun Commento

Sappiamo di essere di fronte a grandi sfide mondiali quali la povertà, la recessione, le guerre, la tutela del patrimonio socio-ambientale, Sfide, molte delle quali oggi vengono ‘dimenticate’ o forse meglio colpevolmente dimenticate dal nuovo potere ” i media.”

1) Opinione Dove stiamo andando?.

Alla presentazione del suo libro “Il Ritorno del Principe”, il magistrato Roberto Scarpinato auspica un risveglio del Paese Italia.

Il peggioramento della posizione nella classifica mondiale della “trasparenza”, di questo ultimo anno è deprimente, ma neanche tanto inaspettato: il nostro Paese è sprofondato al trentaduesimo posto in questa classifica, dopo per quanto attiene i Paesi UE,la  Grecia e il Portogallo e sul piano mondiale dopo le Filippine., (ovviamente il massimo rispetto per questi Paesi ), ma noi o meglio la nostra storia socio-politica che  ci pone tra i “Grandi” beh………..ora sarebbe tutta da ridiscutere.

Viviamo in una  Italia dove il  peggior male è subire o vedere la mafia che dilaga, quella mafia borghese, altolocata, che fa affari con il “potere”,che si arricchisce e fa arricchire declassando tutto e tutti, ed è un esempio certo che ben  circa novanta parlamentari sono sotto inchiesta, o indagati, e che probabilmente si salveranno grazie a decreti di legge su misura, ed un parlamento invece di contrastarle, si inventa altre leggi che smontano certe  procedure investigative ,andando in controtendenza rispetto ad altri paesi che invece stanno introducendo nuovi metodi di indagine  in quanto la corruzione è assai difficile da provare,

Questa è un Italia  dove succedono tante altre cose, assai poco comprensibili e poco diffuse dai mass-media in quanto anche loro inseriti in un circolo vizioso; In questo modo non si può pretendere di risalire quella classifica, ma noi non disperiamo,auspicando che prima o poi qualcuno meno presuntuoso, guidi questo Paese su un percorso dignitoso e sopra tutto rispettoso delle condizioni sociali in cui la “crisi” mondiale si presume lo abbia condotto, si è un atto di presunzione pensare al fatto critico dovuto alla globalizzazione, e non piuttosto a mafie bancarie,ed affaristiche che si sono inventati la finanza creativa, risucchiando il risparmio di tanta brava gente,oggi povera gente.

ricordiamoci dei “bond argentini”,di Parmalat  e cosi via.


2) Cronaca    Traffico di monete inesistenti

Scoperto un traffico di banconote e monete fuori corso tra Torino e Zurigo, per un valore di circa trenta milioni di euro. Si tratta di milioni di banconote emesse da Banche Svizzere su commissione del Governo irakeno nel 2002, rimaste nelle securities della Svizzera anche dopo l’invasione degli Stati Uniti e del crollo di Saddam Hussein, definite “Swiss dinar“. Dal traffico di monete partono canali di finanziamento verso organizzazioni terroristiche provenienti da Banche Svizzere e italiane, e ancora riciclaggio di denaro e ricapitalizzazioni di società o banche.

Gli agenti del distretto antimafia di Torino, sulla scia dell’indagine già in atto in Svizzera, hanno scoperto un traffico di monete non valide per circa trenta milioni di euro. Si tratta di milioni di banconote emesse da Banche Svizzere su commissione del Governo irakeno nel 2002, rimaste nelle securities della Svizzera anche dopo l’invasione degli Stati Uniti e del crollo di Saddam Hussein. Dopo la scomparsa del dittatore irakeno, le banconote denominate “Swiss dinar” diventano un tesoro nelle mani di brokers e dei fiduciari svizzeri, che creano nelle piazze internazionali un traffico di dinari irakeni vecchi quanto pregiati.

Nelle pieghe dell’inchiesta “White Horse“, viene individuata l’esistenza dei canali di finanziamento verso organizzazioni terroristiche provenienti da Banche Svizzere e italiane, che accettano i dinari e garantiscono aperture di credito, finanziamenti e ricapitalizzazioni di società o banche. Nella rete di traffico di monete vengono coinvolti personaggi illustri, alti dirigenti e funzionari di Banche, tra cui la Credem di Parma, ma anche l’ex presidente di un ente pubblico di Torino.

Oggetto delle vendite non erano solo i dinari irakeni, ma anche pesos argentini, dinari croati, marchi ex Ddr, e lire italiane fuori corso. Circa 32 milioni di banconote, dal valore nominale di 800 milioni di dinari sono stati scambiati per 6 volte il loro valore, per un traffico di oltre 30 milioni di euro che si trasformano in miliardi attraverso il circuito bancario, vista la velocità di circolazione di titoli e capitali.

Il lavoro più sporco viene fatto proprio dalle banche che, secondo gli atti d’accusa, “compivano attività dirette al trasferimento di denaro che per le modalità dell’offerta (quantitativi esorbitanti, anche in giacenza estera) è di origine non documentata ovvero artefatta attraverso una documentazione appositamente predisposta al fine di attestarne l’origine lecita e della riservatezza delle trattative, non potevano che provenire da un delitto“.

In altre parole, si tratta proprio di certificati valutari accompagnati da perizie e documentazione sottoscritta da studi legali e notarili che comprovano la validità e il valore delle monete e vanno ad accreditare la truffa ed irretire investitori e risparmiatori sprovveduti.

L’imbroglio è sempre ben congeniato, e a cadere nella ragnatela sono sempre privati o imprenditori che si affidano a broker o alle loro stesse banche, nella speranza di chiudere con poche operazioni un affare milionario, senza sapere che in questo modo alimentano un circolo vizioso di istituti di credito ormai nel più totale fallimento. Inchiesta ha portato alla luce ancora una volta un traffico illecito di prodotti finanziari, confermando che il mercato italiano è il centro distributivo per eccellenza delle piazze svizzere.

Ormai forse anche l’Italia è invasa come un cancro da questo tipo di truffe, sconosciute alla massa e alla maggioranza, ma ben nota ai banchieri che in mala fede consigliano ai propri clienti queste “soluzioni di investimento”. Si continua ad indagare, per esempio, sullo scandalo dei derivati, che ha truffato lo Stato stesso e le amministrazioni locali, dopo che hanno investito i soldi dei contribuenti e i fondi statali in pacchetti finanziari poi crollati a picco.

Un cattivo investimento che tuttavia ha messo in pericolo anche la stabilità finanziaria di aziende e multiutilities che gestiscono importantissimi servizi pubblici: le conseguenze infatti sono state disastrose, mettendo addirittura in discussione la possibile privatizzazione delle società. Ora invece scoppia il caso delle valute “inesistenti”perché solo così possiamo definirle – e chissà quant’altri strumenti della “finanza creativa si inventeranno”, per salvare dal fallimento banche e società, in questo momento il mercato svizzero è in possesso anche di un’incredibile quantità di banconote denominate in valuta coreana Won, offerta per un valore del 10% rispetto al prezzo reale: una grande speculazione che si prepara ad avere un forte contraccolpo sugli stessi mercati asiatici.

Un’operazione che è pronta a deflagrare non appena i mercati europei continueranno a vacillare, e sorgerà la necessità di reperire nuovi capitali e nuove risorse per prolungare l’agonia finale.

E per danaro che i cosi detti “coletti bianchi” operando spesso via internet sui mercati valutari dimezzo mondo, sovente per imbrogliare,truffare, riciclare e produrre ammazzamenti tra popoli., o per una altra “buona causa” creare vittime inconsapevoli carpendo loro il risparmio di una vita

Ma che mondo è mai questo???

Governato economicamente da questi “signori” che paiono impunibili !!!

3) Pensiero è realtà

Sono passati pochi giorni dalla vittoria di  Obama e ormai l’entusiasmo si sta spegnendo, certo è che queste elezioni qui da noi sono state ravvivate sopra tutto dalle uscite del nostro premier per cui si è dato vita al solito indecorosa  teatrino della politica.

Viva la democrazia, viva la grande forza della democrazia americana li dove pare tutto è possibile, la gente ha rivissuto un sogno “il sogno americano“di Mater Luther King che fu anche un  pò nostro e di cui forse abbiamo nostalgia, ma gli anni che negli anni settanta hanno visto la classe operaia ed il mondo studentesco e parte della borghesia  uniti per un cambiamento politico sociale purtroppo paiono oggi in riproponibili .

L’ America è lontana, e ora noi si deve ricominciare a guardare intorno, consapevolmente accorgendoci di non trovarci in America, ma  di trovarci in una profonda crisi, se prima non si arrivava alla fine del mese oggi ancora meno.

Un sentimento di invidia però ci affiora, lo abbiamo visto dai giornali, dalle interviste e non risparmia nessuno ,.la gente si chiede: perché a noi non può toccare un  “Obama” ? perché dobbiamo continuare a rimanere in balia di una classe politica ormai obsoleta e presuntuosa.

Purtroppo pensiamo, gli americani e il resto del mondo prima o poi si accorgeranno che il loro nuovo presidente, è un presidente più o meno come tutti gli altri che si sono succeduti.

Lui stesso si è accorto dell’anomala aspettativa creatogli attorno in fondo è il primo presidente “abbronzato” dei “potenti USA. Ma che nella sua prima conferenza stampa, sui problemi attuali da risolvere. ha subito iniziato a dire non aspettatevi miracoli,stupendo, con questo l’intero mondo e non solo chi lo ha votato.

Quindi è giusto pensare che da noi la gente ritornerà ad applaudire o denigrare il berluska come si è sempre fatto dimenticandoci di questa incredibile voglia,speranza, di cambiamento che le elezioni americane pareva dessero al mondo e dunque riappiattendosi sulla propria esistenza per altro sempre più difficile.

4) Analisi

In ultima analisi pare che tutto cambi, ma nella sostanza nulla muta, della serie “si salvi chi può” certamente chi è più furbo.

Sono passati oltre duemila anni da quando Cristo ha redento il mondo morendo in croce,oggi penso anche  il Papa pur predicandolo, non ci creda più.

Che mondo mah…………..!!!???


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